13 Dicembre 2011
Intervento del Presidente del Consiglio Mario Monti alle Commissioni V e VI Camera dei Deputati
13 dicembre 2011
E’ mia intenzione in questa sede non scorrere con voi il dettaglio di tutti gli interventi previsti in un decreto legge molto articolato, ma sottolinearne alcune caratteristiche, a mio avviso non sufficientemente evidenziate in questi giorni, anche per nostra colpa: la natura strutturale degli interventi, l’equilibrio qualitativo dell’azione intrapresa, gli elementi, numerosi e durevoli, di equità intergenerazionale e distributiva che abbiamo introdotto, anche nel contesto di estrema urgenza, di gravissima emergenza economica. Grazie all’approfondita riflessione compiuta nel corso dei lavori parlamentari dalle forze politiche, e dal dialogo con le organizzazioni sindacali, siamo in grado oggi di accogliere suggerimenti che ne sono scaturiti volti a rafforzare l’equità dell’intervento per salvare l’Italia.
Mi fa qui piacere citare diffusamente il giudizio di un organo terzo e indipendente come la Corte dei Conti nel testo dell’audizione alla commissione Bilancio della Camera del 9 dicembre scorso, che sottolinea e cito “la composizione della manovra presenta evidenti novità”; “le maggiori entrate sono in gran parte strutturali… le minori spese sono quasi interamente spese correnti”. La Corte segnala positivamente come “tra le maggiori spese quelle in conto capitale hanno un peso significativo (il 46,7% del totale del triennio). La Corte segnala altresì che la strutturalità dell’intervento è rafforzata notevolmente dalla decisione, coraggiosa, di non contabilizzare in anticipo i proventi dei nuovi strumenti antievasione, molto incisivi, che certamente produrranno risultati importanti.
Non voglio apparire lettore parziale delle audizioni. La Corte - come anche altri istituti indipendenti auditi da questo Parlamento - segnala i rischi di rallentamento sulla domanda interna per l’introduzione di nuove imposte. Non lo nego. Ma l’alternativa sarebbe un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione, ma alla distruzione del patrimonio degli italiani. Abbiamo fiducia che i mercati reagiranno positivamente allo sforzo dell’Italia. La riduzione nei prossimi mesi dei tassi di interesse, che noi auspichiamo, sarà un importante elemento antirecessivo. Nel frattempo, il Governo interviene con misure a favore dell’impresa, dell’occupazione di giovani e donne, in particolare al Sud.