La principale correzione attuata dal Governo su invito di Parlamento e forze sociali in termini di equità è stata la conservazione del pieno adeguamento all’inflazione per i trattamenti pensionistici fino a tre volte la pensione minima. Il blocco dell’indicizzazione non riguarderà dunque gran parte dei pensionati e verrà compensata dal sacrificio richiesto a coloro che hanno rimpatriato capitali attraverso il cosiddetto “scudo fiscale”. Inoltre sono state apportate alcune integrazioni e modifiche alle misure di riordino del sistema previdenziale per consentire un adeguamento più graduale alla nuova normativa. Per esempio, un lavoratore del settore privato che avrebbe conseguito la pensione di anzianità nel 2013 (a 60 anni con 36 anni di contribuzione), potrà beneficiare della pensione anticipata al compimento dei 63 anni, in deroga ai 66 previsti dal nuovo ordinamento. Analogamente, è prevista una deroga per 65.000 lavoratori in mobilità o in disoccupazione, così come il più elevato riconoscimento della perequazione per il 2012.
Segnalo la particolare rilevanza delle misure antievasione, elemento essenziale di equità per l’economia italiana. Il Governo ritiene che l’Agenzia delle entrate – grazie ai nuovi strumenti introdotti in termini di informazioni e di tracciabilità delle transazioni – otterrà grandi risultati, migliorando quelli degli ultimi anni.
Il Governo non vuole promuovere una fisco repressivo. Al contrario, la strumentazione così efficiente messa a disposizione dell’Agenza delle entrate è di per sé un forte elemento di deterrenza che favorirà l’adempimento spontaneo dell’obbligazione tributaria da parte dei contribuenti. Non solo, il fisco diventa amico e favorisce coloro che danno accesso ai dati e agli accertamenti con vantaggi concreti in termini per esempio di rimborsi alle imprese individuali.