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Intervento del Presidente del Consiglio Mario Monti alle Commissioni V e VI Camera dei Deputati

Il Governo si è posto il problema dell’introduzione di una tassazione del patrimonio e della ricchezza, per evitare che a pagare lo sforzo dell’emergenza fossero soprattutto i redditi e i fattori della produzione, che abbiamo il dovere di rilanciare con tutte le nostre forze. Non è stato possibile passare a una tassazione della ricchezza famigliare per ragioni tecniche decisive. In ogni caso, l’insieme degli interventi sul patrimonio immobiliare, sulle attività finanziarie, sui capitali illegali rientrati con il cosiddetto “scudo”, con la tassazione di beni espressione di manifesta ricchezza, presi complessivamente producono l’effetto di un intervento sul patrimonio che nel complesso appare equo e razionale. Non pagheranno i soliti noti, abbiamo cercato i “nuovi noti”. A questo proposito, con l’emendamento, l’una tantum sugli “scudati” viene elevata all’1 % per i primi due anni di applicazione; mentre diventa strutturale con aliquota allo 0,4 per cento per gli anni successivi creando un bollo che rappresenterà il prezzo per la prosecuzione dell’anonimato.

Segnalo che l’imposta di bollo introdotta dal precedente governo viene estesa a tutte le tipologie di attività finanziaria e dal 2013 diventa proporzionale con aliquota dell’0,15%. Da tale imposta sono esclusi i conti correnti, sui quali continua ad essere applicato un bollo in cifra fissa, che anzi viene cancellato per i conti correnti inferiori ai 5000 euro .

Si è molto discusso sull’imposizione sul patrimonio immobiliare e in particolare sulla prima casa, che esiste in tutti i paesi europei. Segnalo che l’IMU, elaborata da un prezioso lavoro di questo Parlamento, ha caratteristiche di maggiore equità rispetto alla vecchia ICI: grazie a un’aliquota inferiore (0,4% elevabile dello 0,2% da parte dei comuni); grazie inoltre alla più elevata franchigia (da 103 a 200 in modo strutturale con l’aggiunta nel biennio 2012 – 2013 di una franchigia crescente fino a 400 euro per le famiglie con figli minori di 26 anni residenti). Un patrimonio immobiliare di imprese e famiglie valutato (sulla base delle rendite catastali non rivalutate) in 1.530 miliardi di euro, produce una tassazione di oltre 10 miliardi dei quali solo 2,4 sulla prima casa, con una sensibile riduzione rispetto al vecchio gettito di 3,2 miliardi della vecchia ICI. L’emendamento che accresce la franchigia per le famiglie numerose eleva significativamente il numero di proprietari che restano esenti dall’IMU nei prossimi due anni.

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