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Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Monti - Senato della Repubblica

La pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto storico e in quello internazionale; supera di due punti quella media degli altri paesi dell’area dell’euro. Ancor più se la si calcola non tenendo conto dell'economia sommersa. Nei prossimi anni è destinata a crescere ulteriormente ma una volta raggiunto il pareggio i proventi derivanti dalla riduzione delle aree di evasione dovranno essere utilizzati per ridurre le aliquote legali. Nel tempo e via via che si manifesteranno gli effetti della spending review, sarà possibile programmare una graduale riduzione della pressione fiscale.

Ma anche prima, a parità di gettito, la composizione del prelievo fiscale può essere modificata in modo da renderla più favorevole alla crescita. Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che l’accompagna, una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull’attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico.

Dal lato della spesa, un impulso all’attività economica potrà derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con la legge di stabilità sono un primo passo, ma è necessario anche intervenire sulla regolamentazione del project financing in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l'Agenda Digitale e promuovere la diffusione della banda larga.

Mercato del lavoro e flex-security

Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati, mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione. Le riforme in questo campo dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale, e anche di facilitare la crescita della produttività, tenendo conto dell’eterogeneità che contraddistingue l’economia italiana. In ogni caso, il nuovo ordinamento che andrà disegnato verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro per offrire loro una disciplina veramente universale, mentre non verranno modificati i rapporti di lavoro regolari e stabili in essere.

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