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Informativa alla Camera dei Deputati del Presidente del Consiglio, Mario Monti, su due punti: sviluppi recenti e prospettive della politica europea

Il primo è quello di assicurare l'unitarietà e l'integrità del diritto dell'Unione europea e del suo quadro istituzionale, in modo da poter rapidamente promuovere una futura integrazione del nuovo trattato internazionale nel quadro dell’Unione Europea. Questo è un obiettivo in linea con la posizione italiana volta favorire il metodo comunitario, e che sta molto a cuore anche al Parlamento europeo.

La seconda priorità negoziale dell'Italia, per quanto riguarda la disciplina delle finanze pubbliche, è quello di evitare che si introducano vincoli più rigidi, limiti procedurali o ulteriori sanzioni rispetto a quelli già esistenti nell'ambito del Patto di stabilità e di crescita dopo le riforme accettate nel quadro del cosiddetto six pack, approvato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo solo pochi mesi fa.

In terzo luogo, se l'obiettivo dichiarato di questo esercizio è anche quello di dotare l'Unione economica e monetaria di un più solido pilastro economico, è necessario bilanciare le norme relative alla disciplina delle finanze pubbliche con disposizioni volte a promuovere la crescita e le politiche per la competitività, in primo luogo rafforzando l'integrazione economica all'interno del mercato unico.

È opportuno aggiungere qualche parola in più sull'aspetto relativo alla disciplina delle finanze pubbliche. Infatti questo aspetto particolarmente sensibile, dato che l’Italia sta attraversando una fase di transizione da un passato, ormai abbastanza remoto, di comportamenti segnati da indisciplina finanziaria alla fase attuale di forte e coerente disciplina. Non vorrei, in proposito, che si pensasse che si stiano introducendo vincoli ulteriori nella sostanza della disciplina. L'obbligo di ridurre il divario del rapporto tra debito pubblico e Pil da quello attuale per arrivare all’obiettivo del 60 per cento è già legge europea. Quindi, non è una nuova introduzione di questo severo, ma fattibile, percorso di rientro ma è contenuta nel cosiddetto six pack accettata dai Governi – anche dal governo italiano dell’epoca -, con negoziati che hanno avuto luogo nell’ultimo anno e mezzo, anche se a volte sulla stampa viene menzionata come se fosse una nuova decisione.

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