Ieri, partecipando alla riunione del Consiglio Ecofin come Ministro dell'economia e delle finanze, sono stato invitato dalla Presidenza danese ad aprire la discussione sul semestre europeo e la richiesta a me rivolta è stata proprio di mostrare il caso italiano, come esempio che viene considerato già ora particolarmente significativo di una politica economica forte per il consolidamento di bilancio e per le riforme strutturali finalizzate alla crescita. E mi è riuscito naturale - rientrava nelle finalità della Presidenza danese - mostrare l'integrazione verticale di questo processo di politica, cioè il nesso strettissimo tra ciò che è condotto sul piano nazionale con il decreto-legge, da voi convertito in legge, con il decreto-legge sulle liberalizzazioni ed infrastrutture che proprio nel Senato verrà incardinato nei prossimi giorni, e ciò che è necessario fare a livello comunitario affinché queste politiche nazionali - che noi ed altri Paesi stiamo conducendo – abbiano successo e si riverberino nel modo più positivo a livello dell’intera Unione europea.
Consapevole dell'importanza di un tempestivo e trasparente dialogo con il Parlamento - ho avuto modo di riferire, al Senato lo scorso 14 dicembre e successivamente alla Camera dei deputati il 12 gennaio, sull'esito del Consiglio europeo dell'8-9 dicembre e sulla strategia ma anche sulla tattica che il Governo persegue nel confronto politico con gli altri partner europei.
Oggi vorrei con voi concentrarmi sui più recenti sviluppi e sulla preparazione del prossimo Consiglio europeo del 30 gennaio, alla luce delle mozioni che le forze politiche hanno presentato e che il Parlamento si appresta a votare. Quindi, insieme, stiamo compiendo un salto, perché se prima abbiamo sviluppato il dialogo tra Governo e Parlamento sulle grandi scadenze europee ex post, con questa seduta, onorevoli senatori, stiamo passando ad un dialogo ex ante, in cui proprio l'orientamento che voi darete al Governo potrà e dovrà essere da questo seguito.