Cassieri
A Bruxelles sarà uno dei soliti vertici molto attesi, quelli europei, e puntualmente deludenti o questa volta andrà diversamente?
Monti
Speriamo che vada meglio e credo che ci siano delle decisioni molto concrete che riusciremo a prendere. Cioè, mettere definitivamente in opera un sistema di disciplina per la finanza pubblica dei vari paesi e anche in parallelo, finalmente, perché a questo finora non si è dedicata un’energia sufficiente in Europa, rilanciare lo sviluppo.
Cassieri
Il Financial Times le ha attribuito la possibilità di essere decisivo per l’Europa, addirittura “l’Europa sulle spalle di Monti”: è un po’ troppo o c’è la possibilità di convincere la cancelliera Merkel che creare paratie contro la speculazione sia il momento opportuno di farlo?
Monti
Credo che sia importante per l’Italia svolgere pienamente il suo ruolo e il mio compito è semplicemente di permettere all’Italia di svolgere pienamente il suo ruolo e credo che il dialogo con la Germania, con la Francia, ma anche con paesi che faremmo male a considerare esterni a questo gioco, come la Gran Bretagna o la Polonia, sia una cosa necessaria. Poi il Financial Times qualche volta esagera nel male, qualche volta, essendo un giornale rosa, è troppo roseo, ma meglio questi secondi momenti che i primi.
Cassieri
Presidente, ho visto che prendeva appunti mentre scorrevano le reazioni dei partiti alle ulteriori iniziative del Governo...
Monti
Sì, due parole volevo riprendere: continuità e incalzare. Il mio governo si muove in continuità, in continuità con le cose che ritiene migliori viste negli ultimi anni. Quindi, in ordine di tempo, le liberalizzazioni. Certamente un punto dal quale muoviamo sono le liberalizzazioni fatte dal governo Prodi col ministro Bersani nel 2006. E per quanto riguarda il contenimento della finanza pubblica e la politica europea, ma anche la riforma dell’università o le semplificazioni di oggi, in continuità col governo Berlusconi, con l’opera dei ministri Gelmini, Brunetta. Che i partiti ci incalzino è una cosa che ci è gradita, abbiamo bisogno dell’impulso, non solo della società italiana, degli ambienti internazionali e dei mercati, ma dei partiti e soprattutto dei partiti che sostengono questa esperienza di governo, che altre volte ho chiamato strana, ma che stavolta mi azzardo a chiamare innovativa.