In fondo abbiamo impiegato otto anni faticosi nei quali gli Stati membri, la Commissione, mi fa piacere riconoscerlo e sottolinearlo quella grande istituzione che è il motore dell’integrazione europea, il parlamento che ha avuto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore, per ricostruire faticosamente una credibilità per il Patto di stabilità e di crescita. Voglio rendere omaggio al ruolo che questo Parlamento ha avuto in particolare nell’introdurre una credibilità della procedura di disciplina delle finanze pubbliche ancora superiore a quella che il consiglio aveva definito.
Quindi quando si pensa che i Parlamenti siano nella realtà di questa fase storica dei fattori di indisciplina rispetto agli esecutivi, questo è vero a volte sul piano nazionale, ma mi fa piacere riconoscere oggi, non è vero sul piano europeo: questo Parlamento è diventato un fattore di disciplina grazie al lavoro che ha fatto .Non è questo il momento di archiviare la dimensione della disciplina di bilancio soddisfatti perché abbiamo il fiscal compact e di passare ad un’altra pagina dell’agenda europea, quella della crescita. Io penso che dobbiamo conciliare l’una e l’altra cosa, e questo anche nella vita quotidiana dei nostri paesi. Ieri con i miei colleghi al Consiglio dei Ministri a Roma, ho dovuto prendere una decisione difficile, non popolare, quella di non dare la garanzia dello Stato italiano ad un magnifico progetto per portare a Roma le olimpiadi del 2020, Vi è stata molta delusione in Italia per questa decisione, a Roma soprattutto, ma abbiamo argomentato, e ho l’impressione che l’opinione pubblica italiana abbia capito, che l’imperativo essenziale per l’Italia oggi nel proprio interesse, nell’interesse dell’Europa, sia il rispetto degli impegni presi per il risanamento economico. La settimana scorsa a Washington ho avuto la testimonianza di quanto la stabilità dell’eurozona venga considerato un bene essenziale anche per l’economia mondiale. Ebbene in questo momento ogni gesto di rinvio al futuro di possibili oneri di quantificazione incerta non mi sembra in linea con la responsabilità che noi governanti dobbiamo avere di non scaricare oneri sulle generazioni future. Senza dubbio vi saranno altre occasioni per organizzare grandi eventi in Italia, così come è avvenuto tante volte in passato quando l’Italia ha potuto così contribuire alla cultura allo sport, agli eventi europei. Tuttavia sono queste piccole testimonianze che dobbiamo offrire per dimostrare che la disciplina di bilancio non è una recente acquisizione che vogliamo al più presto toglierci dalle spalle, ma è un nuovo modo di vivere la vita civile.