Al tavolo del Consiglio europeo - signor Presidente - l’Italia sta portando con crescente intensità la voce della crescita, proprio perché si sente con la coscienza a posto facendo al proprio interno tutto quello che è necessario per la disciplina di bilancio. Il Consiglio europeo del 30 gennaio al quale farà seguito quello del 1° marzo ha molto da dire e ancor più da fare sulla crescita; io so quanto questo Parlamento interpreti nel suo lavoro quotidiano l’imperativo della crescita. L’Italia ha chiesto e ottenuto in sede di Consiglio europeo di dare alla crescita una priorità più alta che nel recente passato tra gli obiettivi della politica economica. Questo è perfettamente possibile senza mettere in discussione la disciplina, ad esempio puntando sulla modernizzazione e il rafforzamento del mercato unico, la prima costruzione dell’integrazione europea, che ha ancora un potenziale elevato per promuovere la crescita economica europea, come ha dimostrato la proposta di Single Market Act del commissario Barnier Nel consiglio europeo l’Italia si batte perché alle parole seguano rapidamente i fatti in modo che i capi di Governo si espongano personalmente con la loro visibilità e che diano il massimo rilievo politico, per evitare che il mercato unico sembri una grigia collezione di infinite direttive e regolamenti.
Il mercato unico è il corpo, e per certi aspetti l’anima d’integrazione europea, e abbiamo chiesto di svilupparlo fortemente. Ripeto qui qualcosa che ho detto al Consiglio europeo: benissimo il fiscal compact, benissimo aver rafforzato l’armamentario della disciplina di bilancio, ma non è necessario fare lo stesso per la disciplina dell’integrazione economica del mercato unico? Perché dobbiamo avere seri e incisivi meccanismi con sanzioni di disciplina di bilancio e uno Stato membro che viola le regole del mercato unico può persistere in questa violazione per quattro o cinque anni finché la Commissione non supera tutta gli stadi della procedura per arrivare alla Corte di giustizia? Sono queste limitazioni dell’integrazione europea che rendono mal funzionante l’Unione economica e la allontanano la zona euro dall’essere un’area monetaria ottimale Benissimo aver dedicato tanta attenzione all’unione monetaria e alla disciplina di bilancio che deve accompagnarla, malissimo non aver dedicato l’attenzione economica che è il piatto su cui appoggia l’unione monetaria. E’ ora che tutti insieme poniamo maggior attenzione a questo. gli stability bonds, su cui questo Parlamento con larghissima maggioranza si è pronunciato, sono uno strumento per la crescita In altre sedi io stesso mi sono pronunciato su questo tema, mai vedendoli come disciplina di bilancio, ma come strumento di maggiore integrazione dei mercati finanziari e se appositamente ben costruito, un elemento per dare un contributo più disciplinante dei mercati finanziari nei confronti dei bilanci pubblici.