Benissimo che nelle nostre costituzioni adesso a seguito del Fiscal Compact si introduca la regola del pareggio di bilancio strutturalmente corretto; un po’ meno bene averla chiamata golden rule:, una volta anche nella cultura economica tedesca la golden rule era quella che stabiliva che ci potesse essere un indebitamento dello Stato ma solo fino al limite degli investimenti pubblici, cioè si può finanziare con il debito quella che è formazione di capitale.
Un giorno l’Europa, completata la grande trasformazione che per merito soprattutto della Germania abbiamo compiuto verso la cultura della disciplina, potrà permettersi senza eluderla, senza attenuarla, di considerare in modo più freddo e pacato anche strumenti per la crescita come questi.
Signor Presidente, vorrei da ultimo accennare alla necessità di conciliare integrazione europea e democrazia, riferendomi ad un articolo che questa mattina è uscito nella stampa francese, italiana e tedesca che ho firmato con l’Onorevole Sylvie Goulard. Noi abbiamo bisogno di conciliare, e per ora non riusciamo tanto bene, integrazione economica, di cui abbiamo bisogno in dosi sempre maggiori e democrazia politica, alla quale non vogliamo certo rinunciare. Come si fa a conciliare democrazia e integrazione?
Ebbene credo che sia sicuramente possibile conciliare democrazia e integrazione, senza ritenere ingenuamente che questa integrazione significhi un super Stato,
Maggiore integrazione europea non significa affatto superstato, ma significa un continuo operare di un principio della sussidiarietà che permette di riconciliarla con la democrazia. Vediamo in questo momento cosa può accadere se le persone in certi Stati membri hanno l’impressione che l’integrazione avvenga a scapito della democrazia e io credo che anziché pretendere di inventare la ruota occorra lavorare sulle istituzioni che esistono. Esiste, un’istituzione eletta direttamente dai cittadini a suffragio universale, si chiama Parlamento Europeo; quest’istituzione condiziona molto incisivamente la vita comunitaria. Io ho fatto parte di una Commissione Europea che questo Parlamento ha invitato a tornare a casa un certo numero di anni fa. Posso assicurarvi che è rigoroso il controllo democratico che il Parlamento Europeo svolge. Credo che sviluppando sempre di più le funzioni del Parlamento Europeo sia possibile riconciliare la rappresentatività con l’efficacia propria di un organo anch’esso pienamente comunitario, ma espressione dei governi nazionali, come il Consiglio, tutto sotto il grande impulso della Commissione. E’ possibile conciliare questi organi inventati da quella straordinaria intuizione di Jean Monet perché l'integrazione e la democrazia siano, come devono essere, sempre più in armonia tra di loro.