Vorrei sottolineare che le difficolta dell’Italia vengono da lontano. Il paese non ha contribuito alla crisi economica e finanziaria globale. È vero che il suo debito pubblico è elevato, ma è altrettanto vero che l’Italia ha seguito una politica di bilancio prudente durante la crisi, il suo settore bancario è sano, il livello dell’indebitamento delle famiglie è basso e il paese non ha un deficit con l’estero elevato.
2) I Suoi incontri con la CancelleriaMerkel e con il presidente Sarkozy sono stati seguiti con molto interesse e tutti hanno compreso che l'Italia è tornata alla sua tradizionale attiva politica in favore dell'integrazione europea. Ma non tutti all'estero sanno che Lei ha ripetutamente sottolineato che non bisogna permettere l'aumento della distanza tra i 17 Paesi dell'Eurozona e gli altri 10 Stati membri dell'Unione Europea, anzi che tale distanza deve essere per quanto possibile ridotta. E' chiaro che la situazione odierna non corrisponde molto agli ideali dei fondatori dell'Unione Europea. Su quale filosofia si basa la Sua attività in questo campo?
Sono stato molto dispiaciuto dell’isolamento del Regno Unito al Consiglio europeo di Dicembre che ho provato io stesso ad evitare. In particolare ho invitato il Primo Ministro Cameron ad essere più costruttivo e vincolare il suo sostegno alle nuove regole di bilancio allo sviluppo del mercato interno europeo. Il fatto che le imprese possano vendere i propri prodotti o offrire i loro servizi senza barriere di qualsiasi tipo in un mercato unico di 500 milioni di abitanti è uno dei maggiori successi dell’Unione europea. Credo in un’Europa sempre più integrata, prospera e solidale dove l’interesse generale, senza differenze tra paesi piccoli e grandi o tra nord e sud, venga assicurato e difeso dalle istituzioni, in particolare la Commissione e il Parlamento, che devono acquisire maggiore legittimità. Quest’aspetto è fondamentale per garantire l’accettazione da parte della pubblica opinione europea delle politiche e regole communi.