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Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Intervista del Presidente del Consiglio al Hospodarske Noviny

3) Questa settimana sarà molto importante per l'attività del Suo governo. Il parlamento deve iniziare la discussione sul vasto programma di liberalizzazioni che si scontra con forti resistenze, visto che proprio i partiti che appoggiano il Suo governo hanno presentato molte proposte di modifica. Alcuni ministri, ad esempio il ministro dell'agricoltura, si sono pubblicamente lamentati delle pressioni esercitate nei loro confronti da lobbies piuttosto potenti. Può confermare quello che ha detto al ritorno dal Suo viaggio negli USA che "siamo fermamente determinati a continuare sulla nostra strada", non teme insomma di perdere il consenso del parlamento?

Sono effettivamente e fermamente determinato a proseguire con le riforme perché sono nell’interesse generale del paese, nel portare più crescita ed occupazione. La crescita era e continua ad essere il problema essenziale dell’Italia. Gli Italiani se ne sono resi conto al punto che, dopo aver varato il decreto sulle liberalizzazioni è aumentata la loro fiducia nel Governo dopo un calo comprensibile in seguito alle misure di Dicembre per diminuire la spesa pubblica ed aumentare le entrate. Sto seguendo attentamente la discussione e sono fiducioso sul fatto che il pacchetto resti largamente intatto.

4) Quale importanza attribuisce alla visita del Ministro degli Affari Esteri Schwarzenberg in Italia e come vede il ruolo della Repubblica Ceca nell'ambito dell'UE?

Abbiamo parlato del seguimento del ultimo Consiglio Europeo e come migliorare il funzionamento del mercato unico europeo, soprattutto nell’area degli servizi. L’incontro se inquadra anche nel seguito della visita, l’anno scorso, del Presidente Napolitano a Praga e de una prossima visita del Presidente Klaus a Roma.

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, l’Unione Europea è fatta di una comunione di interessi e culture che possono avere le loro differenze, ma quello che ci unisce é più forte e ci rende più forti, in particolare in un mondo integrato e cosi competitivo. E’ importante, secondo me, che ciascuno apporti il proprio contributo alla causa comune con un spirito costruttivo e aperto. Prendiamo l’euro, per esempio. Abbiamo capito che è stato costruito più su basi politiche come coronamento del mercato unico europeo. Adesso che abbiamo sperimentato le insufficienze bisogna ricostruire l’Unione Economica e Monetaria su basi più sane e sostenibili e non dimenticando la ‘E’ nell’UEM, ossia la governance economica. Ma non ci sono dubbi per quanto riguarda i benefici della moneta condivisa da diciassette paesi e che ha la vocazione di essere la moneta di tutta l’UE. Per la Germania ed altri paesi con monete forti nel passato, l’euro ha portato stabilità, essenziale per le loro esportazioni danneggiate ogni qual volta le valute dei loro partners europei incorrevano in svalutazioni. Per gli altri con divise prevalentemente deboli, l’euro ha portato la stabilità dei prezzi e tassi di interesse come non avevano mai – o raramente- conosciuto. Ovviamente i benefici non vengono senza sforzi e accanto agli sforzi serve anche la solidarietà. Le riforme che stiamo facendo adesso in Italia avrebbero dovuto essere immediatamente varate, in continuità con gli sforzi per l’ingresso nell’euro. Analogamente a come la qualificazione ai Campionati Mondiale di Calcio non garantisce di portare la Coppa a casa – neppure all’Italia che ne ha vinto di più dopo il Brasile - la qualificazione, alla fine degli anni 90, per la moneta unica da sola non era sufficiente per assicurare il suo funzionamento armonioso.

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