Abbiamo anche dedicato tempo e attenzione al quadro internazionale, al di là dei temi economici ed europei. Abbiamo registrato identità di vedute sulle principali aree di crisi; seguiamo in particolare con preoccupazione gli sviluppi della situazione in Siria e abbiamo concordato di tenerci in stretto contatto su questo punto. Così come abbiamo deciso di tenerci in stretto coordinamento sugli sviluppi della questione nucleare iraniana che seguiamo con pari apprensione. La nostra comune speranza è che Teheran accetti finalmente di tornare ad un vero negoziato.
E concludo queste mie parole ringraziando ancora una volta il Cancelliere Merkel per essere venuta oggi a Roma, per avere fin dall'inizio della vita di questo Governo assicurato un dialogo aperto, molto concreto, che ha consentito di combinare efficacemente i nostri rispettivi punti di vista e di esercitare una azione, credo rilevante, nei confronti delle dinamiche europee.
Questa nostra riunione di oggi, che sarà come credo sappiate coronata da un incontro al Quirinale col Capo dello Stato, fa seguito a diversi incontri che abbiamo avuto in questi mesi e io confido che continueremo così.
Grazie, prego.
Cancelliere Merkel
Grazie di cuore signor Presidente del Consiglio per la cordiale accoglienza. Effettivamente i nostri rapporti bilaterali sono più che stretti, e oggi non c’è stato bisogno di ulteriori approfondimenti perché ci sono legami di amicizia tra i nostri due paesi. Entrambi abbiamo molto a cuore l’evoluzione dell’Unione Europea e questo ha caratterizzato i nostri colloqui odierni. Nelle ultime settimane c’è stata una fitta serie di incontri, di colloqui e per prima cosa voglio dire che io seguo con profondo rispetto le azioni che vengono portate avanti dal mio collega Mario Monti e dal suo governo, come le riforme.
Seguo con altrettanto interesse la discussione che si sta svolgendo in questi giorni sulla riforma del mercato lavoro perché è importante per la nostra gente che ha bisogno di posti di lavoro durevoli e stabili. Inoltre dobbiamo accrescere la produttività e sostenere la crescita in un mondo in cui molte cose sono cambiate e i nostri concorrenti sono diventati più forti. E’ qui che l’Unione Europea deve affermarsi, deve superare la prova e sono sicura che la supererà. Questo è lo spirito che caratterizza il nostro dialogo. Siamo un continente che è riuscito, con l’Unione Europea, a garantire la convivenza nella pace ma è importante formulare insieme obiettivi comuni. Se consideriamo che solo il 7% della popolazione mondiale è nell’Unione Europea, allora facciamo bene ad essere coesi e seguire obiettivi sempre più comuni; quindi dobbiamo trovare un equilibrio, una stabilità garantita dal fiscal compact e forme di solidarietà garantite dal trattato dell’ Esm.