Continuiamo a questo fine a destinare risorse ingenti alla sicurezza nei nostri programmi nazionali per il decommissioning delle centrali nucleari dismesse e la gestione dei rifiuti radioattivi, e siamo fra i paesi che più contribuiscono ai programmi internazionali in questo settore.
Quanto all’attuazione degli impegni di Washington, vorrei evidenziare in particolare per il mio paese:
- l’istituzione, insieme all’AIEA e all’ ”International Centre for Theoretical Phisics” di Trieste, della Scuola internazionale per la sicurezza nucleare. I primi corsi si sono tenuti nell’aprile 2011 con 45 partecipanti provenienti da 43 paesi. I prossimi avranno luogo in maggio 2012. Dato il successo ottenuto, contiamo di rendere permanente questa iniziativa. L’Italia ha sempre sostenuto l’importanza dell’istruzione e della formazione, quale strumento indispensabile per contrastare il terrorismo nucleare, creare un’infrastruttura nucleare sicura e promuovere una cultura della sicurezza. Puntare sul fattore umano, anche in un periodo di risorse economiche e finanziarie decrescenti, è un investimento ad alto valore aggiunto.
- Inoltre, i seguiti dell’Accordo con gli Stati Uniti nell’ambito dell’iniziativa Megaports contro il traffico illecito dei materiali nucleari. Si sta procedendo all'installazione, nei porti italiani selezionati, di portali per la scansione dei container ed il rilevamento di materiale radioattivo.
- Infine, le intese in via di conclusione con gli Stati Uniti, nell’ambito della Global Threat Reduction Initiative, per la rimozione dall’Italia dell’uranio altamente arricchito e del plutonio non più utilizzati. Stiamo lavorando in stretto contatto con gli Stati Uniti in vista del prossimo Vertice.
Il grave incidente di Fukushina, 25 anni dopo Chernobyl, ha risvegliato bruscamente l’attenzione internazionale sulla sicurezza (safety) delle centrali nucleari. Ancora una volta constatiamo che le conseguenze globali di un incidente nucleare non conoscono confini. Occorrerà continuare a lavorare perché la sovranità nazionale non costituisca un ostacolo all’adozione di regole comuni e standard internazionali più stringenti, allo scambio di informazioni, alla trasparenza, all’adozione di meccanismi di revisione internazionali obbligatori, ed affinché sia riconosciuto il ruolo centrale dell’AIEA.