Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Intervento alla Conferenza stampa sulla riforma del lavoro

Voi sapete che questa riforma riflette molto una fase prolungata di ascolto. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni di tutti i soggetti e le speranze di tutti i soggetti, dei lavoratori, dei datori di lavoro, delle diverse categorie, e abbiamo poi, il Ministro e il Governo, fatto una sintesi perchè tutte le categorie in questa materia soprattutto i lavoratori e le imprese sono degne della massima attenzione, del massimo rispetto, ma il lavoro di un Governo è fatto nell’interesse generale del Paese di lungo periodo e soprattutto noi, lo sapete fin dal primo giorno, abbiamo pensato che, pur in condizioni di grave emergenza, fosse nostro dovere lavorare per i giovani italiani e per quelli che sarebbero venuti.

La flessibilità, tema che è stato molto discusso, esce da questa riforma, io credo, in modo molto equilibrato e sereno. E’ stata accresciuta, in una certa misura piuttosto rilevante, la flessibilità in uscita, tuttavia con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i Giudici del Lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell’imprenditore, del datore di lavoro, e d’altra parte siano lì a tutelare ancor più di oggi quei lavoratori che fossero oggetto, come accade, di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatorio per esempio. E si è anche cercato di combattere le forme di precarietà per quanto riguarda la flessibilità in entrata, ma il Ministro che conosce questi argomenti molto meglio, ve li illustrerà.

Io vorrei dire ancora due cose. E’ ovvio che una fase di dibattito tra le parti sociali e nel paese su questi temi così delicati, così sensibili, così radicati nella tradizione culturale di ciascuno e di ogni parte comporti anche aspetti di contrasto, di confronto tra visioni diverse ma noi crediamo di avere raggiunto un punto di equilibrio che consentirà adesso, una volta concluso l’iter parlamentare e una volta entrata in vigore questa riforma, una volta sedimentatasi questa riforma, noi pensiamo che avremo un contesto italiano molto più propizio ad uno sforzo coesivo del Paese come quello che è necessario in questo momento ancora molto difficile. Ma sopratutto in una fase in cui noi vogliamo, e vogliamo risolutamente, che l’Italia esca non solo definitivamente da una emergenza finanziaria ma esca anche da una fase prolungata di dieci dodici anni in cui senza ragione l’Italia è cresciuta a una velocità che è la metà di quella di crescita dei paesi dell’Eurozona. Non possiamo inerzialmente considerare questo lo stato di cose normale per l’Italia.

pagina 3 di 4

precedente 1  2  3  4  successiva

Informazioni generali sul sito