Emblema della Repubblica
Governo Italiano
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Intervento del Presidente del Consiglio alla Conferenza “I protagonisti italiani all’estero” organizzata da Aspen Institute Italia, presso Villa Madama.

Proprio dall'interesse nazionale vorrei partire per queste mie brevi considerazioni e dal ruolo centrale che gli italiani, che operano con successo all'estero (e voi siete una formidabile cross-section di questo), hanno nel promuovere l'immagine del nostro Paese. In questi mesi di attività di governo, che è stata, ovviamente, soprattutto concentrata sull'interno, ma che mi ha portato in vari luoghi all'estero per cercare di spiegare i passi compiuti dall'Italia - in parte in continuità con il Governo precedente, in parte con uno sforzo di innovazione - ho incontrato comunità di base e comunità di elite, come la vostra, di cittadini italiani che operano all'estero e mi sono rafforzato nella mia convinzione di due cose: una, che bisognerebbe fare uno sforzo in più affinché l'Italia non cerchi tanto di far rientrare i cervelli - questo è un aspetto che può essere importante, molti di noi si sono impegnati professionalmente a fare questo, nei loro rispettivi ambiti, ma io annetto importanza anche maggiore al fatto di favorire la connectedness: la connessione tra i cervelli italiani all'estero, i cervelli italiani in Italia, in una prospettiva di ampia sostituibilità nel tempo e nello spazio; ma, - e questa è una cosa per la quale io vi invoco - sentendovi tutti molto responsabili delle cose che avvengono in Italia, sulle quali potete avere grande influenza: nell’indirizzarci; nel criticarci; nel suggerirci best practices; nel proporre iniziative; nel proporvi quando pensate di avere qualche idea sulla realtà italiana e nel suggerirci come riformare il nostro sistema; se possibile evitando due estremi che io ritengo non molto produttivi: uno, ritenere - ma voi non lo fareste - irrimediabilmente votato alla non riforma il sistema italiano; l'altro atteggiamento, soprattutto da parte di chi opera negli Stati Uniti (anche io ho avuto questa esperienza) di ritenere ottimale una trasposizione al 100% di istituti, prassi, regole vigenti - in un particolare contesto come quello americano - e che questo, da solo, basterebbe per riformare in meglio la realtà italiana.

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