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Intervento del Presidente del Consiglio alla Conferenza “I protagonisti italiani all’estero” organizzata da Aspen Institute Italia, presso Villa Madama.

È chiaro che siamo sensibili psicologicamente e civilmente alle angosce di chi soffre in questa fase, nell'economia e nella società italiana, ma se - come certamente avremmo l'impulso di fare - venissimo incontro a queste sofferenze a carico del bilancio pubblico, faremmo l'operazione che è stata fatta per decenni in passato: di lenire nell'immediato, caricando il futuro di oneri, come quelli che oggi l'economia italiana si trova a sopportare.

Ecco perché abbiamo il passaggio angusto di tenere conto dei deboli e dell'esigenza di equità, ma senza deflettere, purtroppo, da una linea di rigore finanziario: come farlo? È difficilissimo. Abbiamo intensificato - rispetto ai risultati già buoni ottenuti in precedenza - la lotta all'evasione fiscale. Abbiamo, addirittura, - non è stata una cosa così semplice da decidere -, deciso di riaprire i cosiddetti scudi fiscali, per estrarne qualche risorsa che ci consentisse, avendo fatto una profondissima riforma delle pensioni, di mantenere un minimo di indicizzazione ai prezzi per le fasce più basse dei pensionati e così via. Abbiamo cercato, dentro una camicia stretta di rigore finanziario, di praticare dosi di attenzione al sociale. E abbiamo, poi, fatto – e qui siamo più vicini a cose che voi vedete ordinariamente nei paesi nei quali lavorate - una serie di provvedimenti di liberalizzazioni, di semplificazioni e, da ultimo, un provvedimento che ha fatto molto discutere: la riforma del mercato del lavoro, che è quasi arrivato alla conclusione, ma occorre l'approvazione del Parlamento. E, come guida alla lettura del dibattito attuale da parte di soggetti che vivono all'estero, vi invito solo a tenere presente che può esserci stato agli occhi di alcuni protagonisti un certo arretramento nella versione finale del disegno di legge del Governo, rispetto a quanto presentato e discusso qualche giorno prima. Ma se andiamo a leggere le “dichiarazioni programmatiche” del Governo, del 17 novembre scorso, per la riforma del mercato del lavoro con flessibilità in uscita, il Governo si proponeva di farla solo per i nuovi assunti e a titolo sperimentale. È stata fatta su tutto il novero dei lavoratori e non a titolo sperimentale. Quindi, su una piattaforma di applicazione molto, ma molto più ampia, ma non è mia intenzione adesso di discutere questo.

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