27 Aprile 2012
Presidente Mario Monti
Ringrazio molto il Segretario Generale Rasmussen per questa sua visita a Roma. Abbiamo avuto un colloquio molto cordiale e molto interessante con riferimento anzitutto all’impegno di primo piano dell’Italia nell’alleanza atlantica.
Abbiamo ovviamente discusso del lavoro preparatorio in vista del prossimo vertice di Chicago del 20 e 21 maggio; della Nato. In questo quadro abbiamo parlato ovviamente di Afghanistan. Ho detto al Segretario Generale che l’Italia intende proseguire la propria azione a sostegno della stabilità e della sicurezza del Paese anche dopo il ritiro delle truppe nel 2014, del resto lo avevo già anticipato al Presidente Karzai in visita qui qualche settimana fa, attraverso un nostro impegno finanziario e di uomini per l’addestramento delle forze nazionali di sicurezza afgane.
Si tratta di uno sforzo coerente con il ruolo, noi crediamo incisivo, di primo piano finora mantenuto dall’Italia nell’assistenza alla sicurezza di quel Paese confermato anche dall’accordo di partenariato strategico da me firmato appunto con il Presidente Karzai lo scorso 26 gennaio.
Sempre in vista del vertice di Chicago, conil Segretario Generale Rasmussen abbiamo anche discusso della difesa missilistica e ci siamo trovati d’accordo sull’opportunità che questa non condizioni lo sviluppo dei rapporti Nato-Russia, bensì possa rappresentare un presupposto per un salto di qualità strategico delle relazioni tra Mosca e l’Alleanza. Ho ringraziato molto il Segretario Generale per la leadership da lui esercitata nell’ambito del Consiglio Nato-Russia. Ho manifestato al Seghretario Generale la nostra soddisfazione per il fatto che l’agenda di Chicago annoveri tra i principali punti quello del rafforzamento del partenariati con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo e del Golfo che devono rappresentare per l’Alleanza interlocutori irrinunciabili per la difesa della sicurezza e della stabilità Regionale.
Infine abbiamo brevemente affrontato anche le questioni relative al futuro dell’Alleanza, come è naturale. Abbiamo avuto anche uno scambio di vedute sul tema dell’allargamento ai Paesi aspiranti dei Balcani occidentali e abbiamo anche affrontato la questione della riforma dei Comandi e delle Agenzie. L’Italia assicura il suo pieno sostegno alle riforme in corso in seno alla Nato lungo la linea decisa dalla Ministeriale Difesa della Nato l’8 e 9 giugno dell’anno scorso, e segue con grande interesse la loro messa in opera. Quindi una visita molto proficua per la quale ringrazio molto il Segretario Generale.
Segretario Generale Rasmussen
La ringrazio molto signor Presidente per le sue gentili parole. Il Presidente Monti ed io abbiamo avuto un incontro molto cordiale, molto fruttuoso oggi pomeriggio. Io ho espresso i miei più vivi ringraziamenti all’Italia per il suo contributo significativo alle operazioni condotte dalla Nato.
L’Italia è un membro importante e forte della nostra Alleanza e lo è stato da sempre, da quando l’Alleanza è stata istituita più di 60 anni fa.
L’Italia sta dando un contributo particolarmente rilevante alle operazioni Nato in Afghanistan. Un contributo chiave per portare quel Paese alla stabilità. Io l’ho potuto constatare anche con i miei occhi in Iraq l’anno scorso. L’Italia è uno dei maggiori contribuenti a quelle che sono le nostre operazioni in Kosovo l’anno scorso. L’Italia ha svolto un ruolo importante nella nostra missione volta a proteggere la popolazione Libica. Io naturalmente desidero rendere omaggio ai sacrifici affrontati dai militari italiani e al loro eccellente grado di rendimento.
Il Presidente Monti ed io stesso abbiamo poi affrontato i temi della situazione economica in Italia e in Europa. L’economia e la sicurezza sono profondamente legate e se l’economia è poco forte abbiamo poche risorse per la sicurezza e quindi più è forte l’economia e meglio noi possiamo affrontare quegli investimenti necessari per garantire a tutti noi la sicurezza dovuta. Quindi le politiche fiscali solide sono anche politiche di sicurezza solide ed è questo che tratteremo tra le altre cose nel corso del Summit Nato di Chicago. Cercheremo di comprendere quindi come poter garantire la sicurezza in un momento di austerità economica. Indubbiamente questo è un momento in cui si impongono scelte dure per tutti noi.
E’ un momento in cui l’Italia deve far quadrato. Deve capire come poter affrontare questa notevole insicurezza che pervade il mondo con risorse economiche sempre più esigue. Quindi la nostra sfida è quella di trovare il giusto punto di equilibrio tra l’economia e la sicurezza.
Attualmente noi siamo di fronte alla sfida di essere sempre un passo avanti a quelle che sono le nuove minacce alla sicurezza ma la contempo anche essere in grado di affrontare al meglio una nuova situazione economica come quella attuale. Noi dobbiamo cercare di mantenere le nostre difese anche se siamo impegnati a diminuire i nostri livelli di debito. Certamente questa è una sfida molto importante che tuttavia io definirei vitale per la nostra stabilità, vitale per la nostra sicurezza e sostanzialmente questo riguarda però anche il ruolo che desideriamo l’Europa svolga nel mondo.
Se noi desideriamo che l’Europa mantenga la sua influenza a livello mondiale allora gli alleati europei non devono esitare, devono continuare a investire nella sicurezza. Se così dovessero decidere di non fare allora potrebbero esserci delle potenze emergenti che potrebbero colmare questo divario.
Quindi a Chicago io desidero che l’Europa e il Nord America acquisiscano una nuova mentalità, un nuovo modo di affrontare oggigiorno la sicurezza sottolineando l’importanza della cooperazione che diventa così prioritaria in termini di sicurezza piuttosto che essere l’ultima risorsa. Ed è quella che noi definiamo come voi ben sapete la Smart Defence. Ed è proprio a Chicago che noi assumeremo le decisioni che consentiranno ai nostri alleati di avere le difese e le capacità necessarie per arrivare al 2020 e ancora più in là. Questi tempi così difficili certamente rendono ancora più improbabile che un Paese da solo possa mantenere o acquisire tutte le capacità di cui ha bisogno. Per cui se si lavora insieme di più questo sarà possibile. Mi rendo conto che ciò chieda più cooperazione, maggiori livelli di consultazione e sopratutto impegno. L’Europa insieme agli alleati del Nord America devono lavorare in maniera coesa diversamente perderà il suo significato, la sua rilevanza, e questo non è possibile, non ce lo possiamo permettere. Sono certo che invece l’Europa alla fine del Summit di Chicago emergerà ancora più forte, così farà anche la Nato. Grazie.
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Fabrizio Frullani tg2, domanda:
Buonasera Presidente, volevo sapere innanzitutto se lei era preoccupato per l’offensiva dei Talebani che di solito in questo periodo, verso inizio primavera, tornano a farsi sentire con incisività e poi se effettivamente c’era, se esiste in questo momento una data certa per il ritiro dei nostri soldati, mantenendo ovviamente gli impegni presi con il Presidente Karzai, visto anche i costi in un contesto di crisi generale in termini economici dei nostri soldati o se invece faremo parte di un contesto internazionale della exit strategy comune.
Presidente Mario Monti: risposta
Sono certamente preoccupato, lo siamo strutturalmente di ciò che in particolare in certi momenti dell’anno tende ad accadere in Afghanistan e il grande impegno dell’Italia nel corso di questi anni in Afghanistan è espressione di quella preoccupazione così come anche l’impegno da parete italiana in termini che saranno quantificati al tempo opportuno di sostenere anche dopo il 2014 la importante azione delle forze di sicurezza nazionali in Afghanistan. Per quanto riguarda la data del ritiro, queste sono evidentemente questioni importanti che devono essere esaminate e trattate congiuntamente dagli Stati interessati nell’ambito del quadro complessivo del loro impegno.
Dundar Kesapli corrispondente di TRT Turkish: domanda
Lei ha dichiarato oggi che nel caso siriano la Nato non interverrà. Qual è la motivazione vera di questa decisione? Inoltre, il Governo turco ha dichiarato che se la Syria sconfina una seconda volta, interverrà duramente. Considerando la Turchia membro della Nato, come valuta la dichiarazione del Governo turco? Grazie.
Segretario Generale Rasmussen: risposta
Innanzitutto io condanno fortemente il comportamento del regime siriano. Condanno le violenze conto i civili in Siria e mi rivolgo al Governo siriano affinché senta quelle che sono le richieste del suo popolo e che possa così riportare la libertà e la democrazia in Syria. D’altro canto è bene dire che a lungo termine non si può, e questo è il nostro messaggio, continuare ad essere sordi alle richieste del proprio popolo. Noi non abbiamo alcuna intenzione di intervenire in Syria, e questo perchè? Perchè siamo convinti che il modo giusto per continuare in Siria sia quello di perseguire la politica di pace che si basi sul piano di Kofi Annan. Io purtroppo mi dispiaccio di quanto sta succedendo, tuttavia devo dire che tutti i membri del Consiglio di Sicurezza hanno sostenuto all’unanimità il piano di Annan che attualmente sembra essere la soluzione migliore per arrivare ad una composizione pacifica in Syria. Tuttavia mi dispiace dire che ad oggi il Governo siriano non sembra assolutamente comportarsi come richiesto dal piano di Annan. Naturalmente io mi auguro che la comunità internazionale attraverso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu continui ad esercitare la necessaria pressione. Io credo che la soluzione sostenibile a lungo termine richieda un impegno di tutti i Paesi della Regione, noi naturalmente continuiamo a monitorare la situazione da vicino perchè uno dei nostri alleati, come la Turchia, è certamente un confinante della Syria. La settimana scorsa il Ministro degli Esteri turco ha informato il Consiglio della Nato che in Syria, nella fascia di frontiera con la Turchia ci sono costantemente delle tensioni e quindi è chiaro che noi stiamo mantenendo un monitoraggio molto attento ma non abbiamo intenzione, ripeto, di intervenire in Syria perchè altre sono le soluzioni che privilegiamo.