Quindi il tema che ci vede qui oggi riuniti, il tema che impegna tante persone nel lavoro quotidiano di dare maggiore efficienza ed efficacia alla pubblica amministrazione, è anche evidentemente un tema essenziale per la sostenibilità di una democrazia e per la ricostruzione di un rapporto più basato sulla fiducia, nel senso bilaterale tra il settore pubblico e i cittadini e tra ciascuno di questi due termini e le autorità politiche. Quindi quello che ci vede qui oggi impegnati non è certamente solo un tema tecnico.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E COMPETITIVITÀ' DI SISTEMA
Il settore pubblico, originariamente collegato alla “funzione” autoritativa dello Stato, viene ormai da decenni considerato un centro di erogazione di servizi al pubblico e, in tale veste, assume un rilievo centrale nell’economia di un sistema: può quindi rivelarsi un ostacolo “burocratico” o un fattore di competitività e di sviluppo che crea il contesto in cui gli operatori economici privati, ma anche pubblici, agiscono.
Mi riferisco ai settori di diretta rilevanza economica, ma il discorso non può andare disgiunto dai servizi sociali, dall’istruzione, dai beni culturali e, più in generale, dai servizi alla persona.
L’impegno del Governo nel settore pubblico si giustifica quindi sulla base sia di considerazioni di ordine macroeconomico, sia di valutazioni ordinamentali, in quanto è il settore pubblico che accompagna, dalla nascita alla morte, la vita del cittadino nella società.
Non esiste quindi una politica del settore pubblico, una politica per la pubblica amministrazione. Vi è piuttosto un concorso di politiche pubbliche per la definizione di un quadro di sistema del settore pubblico in grado di dare servizi di qualità ai cittadini: servizi diretti (scuola, assistenza, sanità) e servizi strumentali e di contesto per l’economia. E su queste politiche, che concorrono a una visione del nostro Paese proiettata verso il futuro, abbiamo svolto le nostre riflessioni anche nel Programma Nazionale di Riforma, perché il futuro nostro e delle generazioni giovani non può che essere proiettato in Europa. Come sapete è l’Europa che ha chiesto a tutti gli Stati membri di articolare e incardinare le proprie riflessioni sul futuro, sollecitandoli cosí ad averne davvero nel documento-programma nazionale di riforma.