E’ in quest’ottica, se guardiamo all’agenda di questo Governo (ma non solo di esso), che vanno viste le politiche sulle liberalizzazioni, sulle semplificazioni, sull’agenda digitale e in genere gli interventi che mirano a migliorare il funzionamento delle amministrazioni pubbliche.
Senza dimenticare il tema della cosiddetta semplificazione dei livelli di governo che, sul piano più strettamente ordinamentale, mira ad assicurare una più efficiente governance delle decisioni pubbliche in un sistema “multilivello” come è il nostro (e come quello della maggior parte delle grandi democrazie (e non solo democrazie: ci sono grandi e grandissimi Paesi che oggi non sono democrazia pur essendo economia di mercato, che trovano nella problematica relativa ai livelli di governo un punto di tensione molto forte ai fini della stessa stabilità dell'economia e dell'evoluzione del loro sistema di governance politica. Per esempio, la Repubblica popolare cinese).
Ognuno di questi capitoli vede il Governo impegnato in iniziative normative e, soprattutto, di attuazione di norme e disposizioni già vigenti.
Anzitutto le liberalizzazioni, che in quest’ambito riguardano in particolare il collegamento con il tema più ampio del perimetro dello Stato e del ruolo ad esso attribuito. Con una serie di disposizioni contenute soprattutto nei decreti “Salva-Italia” e “Cresci-Italia”, nonché con le riflessioni che sono attualmente in corso nell’ambito del processo di spending review, il Governo sta affrontando il tema della presenza del pubblico e delle relative modalità in diversi settori di attività che, senza alcun danno per il cittadino, anzi, molto spesso recando un vantaggio netto, potrebbero essere abbandonati dalle pubbliche amministrazioni o nei quali se ne potrebbe prevedere un diverso ruolo.
Molto è stato fatto anche in materia di semplificazioni. Dopo l’approvazione del provvedimento “Semplifica Italia”, che contiene già un pacchetto di misure di semplificazione direttamente operative, il Governo è ora impegnato, in accordo con le regioni e le autonomie locali (l’intesa in Conferenza è stata raggiunta qualche giorno fa), nell’attuazione di un programma di riduzione degli oneri amministrativi, adottato secondo gli indirizzi della Commissione europea e con una metodologia largamente condivisa dello Standard Cost Model. Il complesso processo di attuazione sia del decreto “Semplifica Italia”, sia di disposizioni di legge varate dai governi precedenti, che avevano grande valore innovativo e di semplificazione ma che non avevano ancora trovato attuazione (per mancanza di tempo o per le difficoltà che le politiche di sburocratizzazione sempre incontrano), richiede molto lavoro, un lavoro direi quotidiano, costante, tenace; ma siamo impegnati su questo fronte consapevoli, da un lato, che le risorse liberate attraverso la riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese sono risorse che concorrono, tutte, alla crescita; dall’altro, che questa è una partita che coinvolge, in primo luogo, quel giacimento di capitale umano che è presente nelle pubbliche amministrazioni, che vorrei si sentisse coinvolto, con un ruolo positivo, in questa grande sfida per l’ammodernamento del nostro Paese in un momento di difficoltà generale.