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Incontro con i ragazzi dell’Associazione Rondine ad Arezzo

L’Unione Europea è Rondine, è esattamente Rondine nella sua storia e nella sua ispirazione. Il professor Vaccari ci ha detto prima che spera che da questa mia visita io possa trarre anche qualche motivo di ispirazione e incoraggiamento per l’attività del governo italiano in questa fase. Ebbene si, caro presidente io parto da qui sentendomi anche io una piccole rondine, perché si legge nei vostri documenti e ho sentito nelle vostre testimonianze che questo è un luogo, una via per la risoluzione del conflitto basata sul dialogo e sulla convivenza con il nemico, oltre la diffidenza, la propaganda e il pregiudizio. A me sta capitando esattamente di fare questo nel mondo politico italiano e faccio stare a tavola, qualche volta anche in senso letterale, il luogo dove si sta a tavola con il nemico per rovesciare l’inimicizia. Ci sono forze politiche italiane che si sono aspramente combattute ma nel cui fondo è vivissimo il desiderio di operare per il bene del Paese. E’ molto importante farli venire a Rondine o che la Rondine vada a Roma e che si faccia scoprire loro che al di là di una crosta più o meno spessa e legittima nella battaglia politica di animosa polemica rispettiva c’è, però, un sottofondo di grande impegno nei confronti del nostro Paese per il suo benessere collettivo. Questo sta venendo alla superficie con qualche momento di luce, con qualche momento di ombra, ma torno a Roma oggi pomeriggio più convinto e più contento del ruolo che mi è toccato di svolgere in questi mesi perché vedo che è possibile, che a Rondine su un terreno molto più complicato ci riuscite bene.

Concludo con un saluto e un augurio a questi ragazzi che ho, seppure brevemente, visto e sentito uno per uno. Voi lascerete l’Italia, è importante che torniate nei vostri Paesi anche se sicuramente sono aperte a voi attività professionali in Italia e in Europa dopo questi studi e questa straordinaria esperienza di convivenza. E’ bene, credo, che torniate nei vostri Paesi a portare lo spirito di Rondine ma credo che siate convinti che dentro di voi resta una traccia profonda di Italia. Ho sentito recentemente una definizione che mi ha convinto: l’Italia è un Paese molto forte per quanto riguarda il soft power, non ha lo hard power di certe potenze dominanti nel mondo ma ha un soft power che fa accogliere in Italia - tranne quei momenti che dobbiamo cercare di cancellare in cui è presa da una sfiducia in se stessa ingiustificata. Ha un soft power che consiste anche nel saper parlare a tutti in modo amichevole, nel saper suscitare in tutti e tra tutti, anche tra gli opposti, e anche fra i nemici una caratteristica umana di buon senso e di valori. Rondine è anche di questa così buona caratteristica dell’Italia una splendida testimonianza. Grazie per l’occasione che mi avete dato di conoscervi”.

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