In secondo luogo, in questi mesi, il Governo si è adoperato perché, una volta chiuso il dibattito sul fiscal compact, si assicurasse un maggior equilibrio nell'agenda europea tra le tematiche relative alla disciplina delle finanze pubbliche e quelle relative alla crescita ed all'occupazione. Qui devo dire che ho sentito con forza espressa questa esigenza negli ultimi tre interventi. Chiedo scusa: non ho potuto ascoltare se non gli ultimi quattro e gli ultimi tre, quelli dell'onorevole Galletti, dell'onorevole Letta e dell'onorevole Frattini, che ringrazio tutti vivamente, hanno posto con grande forza questo punto centrale della politica europea dell'Italia, che anche su stimolo di questo Parlamento, siamo seguendo e coltivando, cioè la coesistenza tra la disciplina essenziale delle finanze pubbliche, e politiche non meno essenziali per la crescita. In quest'ottica, una particolare attenzione è stata posta dal Governo al contributo del mercato interno per la crescita e la competitività dell'economia europea.
Come sapete, l'Italia si è fatta promotrice, insieme al Regno Unito, all'Olanda e ad altri nove Stati firmatari, di una lettera alle istituzioni comunitarie per tratteggiare una serie di azioni possibili per usare tutto il potenziale inespresso del mercato interno e farne, di nuovo, il motore della crescita e della competitività. In particolare, l'Italia ha insistito sulla necessità di una migliore governance del mercato interno, particolarmente nel settore dei servizi, dell'agenda digitale, e via dicendo.
Mercato interno e mercato unico vuol dire anche più attenzione alle politiche per l'occupazione e per le piccole e medie imprese. In primo luogo, attenzione alla costruzione di un vero mercato europeo del lavoro; in secondo luogo, attenzione al finanziamento delle imprese, che soffrono per la stretta del credito, nonostante gli interventi di liquidità a lungo termine della Banca centrale europea, tema al quale il Parlamento ha dedicato e dedica, giustamente, una particolare attenzione.