Ebbene, il Presidente Berlusconi, dopo l'incontro che ho avuto il piacere di avere con lui e con l'onorevole Alfano pochi momenti fa, ha parlato giustamente di assoluta indeterminatezza per quanto riguarda i risultati di questo vertice. Li vedremo presto. C'è uno spazio negoziale molto aperto. Colgo lo spunto dell'onorevole Letta per dire che sono convinto anch'io che questa non sarà una riunione nella quale si andrà ad apporre un visto formale a documenti pre-preparati.
Quindi, per quanto mi riguarda, sono pronto a restare oltre il limite previsto per la riunione del Consiglio europeo e per il vertice Euro e a lavorare fino a domenica sera, se sarà necessario, perché alla riapertura del mercato, lunedì 2 luglio, ci si presenti irrobustiti da un pacchetto per la crescita, una visione per il futuro dell'integrazione, ma anche da meccanismi soddisfacenti per reggere alle tensioni del mercato. Non possiamo permetterci che questa straordinaria opera della costruzione europea, alla quale l'Italia ha sempre contribuito, possa andare distrutta.
La mia ultima osservazione è di carattere politico. Avrete visto che il Governo - e vorrei ringraziare in particolare su questa materia il Ministro per gli affari europei Enzo Moavero Milanesi e il Viceministro per l'economia e le finanze Vittorio Grilli, ma tutta la collegialità del Governo - si è mosso molto, ha avuto molti incontri e ne ha promossi. Qual è, in sintesi, la nostra logica? Abbastanza semplice: condizione necessaria perché l'Europa avanzi è un accordo fra Francia e Germania. Questa non è però affatto una condizione sufficiente.
Abbiamo visto in un passato recente accordi tra Francia e Germania che non sono andati nella direzione giusta. Arrivando sulla scena un nuovo Presidente della Repubblica francese, accostato ad una Cancelliera tedesca di diverso orientamento politico, è stata una mia preoccupazione quella di fare sì che, in tempi brevi e per quello che anch'io potevo fare, i due trovassero un linguaggio comune e potessero insieme costruire qualcosa. Credo che sia stato apprezzato il fatto che l'Italia abbia consentito un avvicinamento tra Francia e Germania.