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Informativa urgente del Presidente Monti alla Camera dei Deputati sugli esiti del Consiglio europeo del 28-29 giugno

Infine, i Capi di Stato e di Governo dell'area euro hanno concordato una serie di linee di azione per spezzare il circolo vizioso tra debito sovrano e fragilità del settore bancario, una serie di linee d'azione che sono essenzialmente tre: l'intervento del meccanismo europeo di stabilità in favore della Spagna non avrà lo status di creditore privilegiato (se lo avesse avuto, ci sarebbero state certe conseguenze ostative dell'efficacia dell'intervento); si è aperta la possibilità di usare i fondi del Fondo «salva Stati» e del meccanismo europeo di stabilità per ricapitalizzare direttamente le banche, una volta che si è istituito un meccanismo di vigilanza unico a livello europeo; in terzo luogo, si è infine decisa la possibilità di ricorrere al Fondo «salva Stati» o, successivamente, al meccanismo di stabilità in modo più flessibile ed efficace per evitare differenziali eccessivi fra i tassi di rendimento dei titoli del debito sovrano per quei Paesi della zona euro - vorrei sottolinearlo - che sono in regola con le condizioni poste nel quadro del semestre europeo e del Patto di stabilità e crescita.

L'Italia è stata attiva nel concorrere alle decisioni su molti di questi temi, seguendo l'impulso che veniva anche dal Parlamento, molto dal Parlamento. Questo vale, in particolare, per i temi legati alle politiche per la crescita, dove ci siamo adoperati perché i temi del completamento del mercato unico e del rafforzamento della sua governance avessero un rilievo adeguato.

Inoltre, il Governo italiano si è adoperato perché vi fosse - quante volte il termine è risuonato in quest'Aula, così come in quella del Senato - un riconoscimento del ruolo degli investimenti pubblici produttivi nel sostenere l'attività economica in una fase di consolidamento fiscale e di riforme strutturali. C'è bisogno, infatti, di puntellare nel breve periodo gli interventi destinati ad accrescere, nel medio e lungo termine, la crescita potenziale.

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