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Informativa urgente del Presidente Monti alla Camera dei Deputati sugli esiti del Consiglio europeo del 28-29 giugno

Siamo soddisfatti delle conclusioni del Consiglio europeo su questo punto, perché seguono la trama, se non certamente la lettera, della golden rule e riconoscono la necessità di trattare diversamente la spesa in conto corrente e la spesa in conto capitale quando si esamina la salute dei conti pubblici di uno Stato membro. Quindi, a quattordici anni dalla nascita del Patto di stabilità e di crescita, l'espressione «crescita» nella denominazione del Patto esce dallo stato embrionale e meramente simbolico.

Come è noto, l'Italia si è inoltre adoperata, in modo particolare, perché il Consiglio europeo prendesse misure per la stabilizzazione dei mercati finanziari. Questo è avvenuto anche ponendo una riserva all'adozione delle conclusioni del Consiglio europeo relative alla crescita fino a che non fosse stata trovata un'intesa sugli aspetti relativi alla stabilizzazione a breve termine. Colgo qui l'occasione per illustrare un punto di procedura che ha destato qualche sorpresa e temporanea irritazione in alcuni Capi di Stato e di Governo a ventisette: quando il giovedì sera abbiamo raggiunto facilmente un accordo sull'importantissimo, a nostro parere, Patto per la crescita, io, in primo luogo, e subito dopo il collega Mariano Rajoy abbiamo fatto presente che, pur essendo pienamente soddisfatti di questo importante passo in avanti, non ritenevamo di poterlo in quel momento formalmente approvare in un contesto che richiede il consenso unanime e che avremmo subordinato la nostra adesione piena al Patto all'individuazione concorde di soluzioni ragionevolmente soddisfacenti per quanto riguarda l'altro obiettivo di meccanismi di stabilizzazione dei mercati finanziari della zona euro.

Eravamo consapevoli dell'apparente anomalia, perché il giovedì sera abbiamo condizionato un accordo raggiunto nella sostanza a ventisette ad un altro accordo, che sarebbe stato auspicabilmente da raggiungere il venerdì su un'altra materia e a diciassette. Ma abbiamo creduto di giocare sul fatto che il documento stesso che era stato messo sul tavolo come bozza delle conclusioni del Consiglio europeo a ventisette sottolineava, proprio nel preambolo, con grande chiarezza, che questo Consiglio europeo sarebbe stato dedicato - finalmente, aggiungo io e aggiungiamo tutti - all'obiettivo della crescita e che, tuttavia, in questa fase, l'ostacolo principale alla crescita è la tuttora percepita instabilità e fragilità dei mercati dei titoli sovrani dei Paesi della zona euro.

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