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Intervento del Presidente Monti in Conferenza stampa al termine del Vertice italo-tedesco

Ci riuniremo tra poco in sessione plenaria con tutti i ministri coinvolti nei lavori che sono attualmente in corso sulle diverse tematiche e sono gli Affari Europei, le Politiche Sociali, le Economie e le Finanze, lo Sviluppo Economico, Infrastrutture, Trasporti per fare il punto sui risultati raggiunti. Seguirà poi un pranzo di lavoro allargato anche a un gruppo di esponenti dei settori industriale e finanziario dei nostri due paesi, due paesi che hanno in comune la caratteristica di essere grandi paesi manifatturieri e quindi di non essere sensibili soltanto a quella tendenza che ci è stata negli anni scorsi a valorizzare i servizi trascurando un po’ l’industria manifatturiera. No, infatti tra Italia e Germania c’è una collaborazione industriale e economico-commerciale profondamente radicata. Ciò è fondamentale per entrambi i nostri sistemi produttivi. La Germania è il nostro principale partner economico per l’import e l’export: l’interscambio tra i due paesi ammonta a più di 100 miliardi di euro. La collaborazione industriale non riguarda solo i settori tradizionali, ma anche quelli innovativi e fortemente avanzati e avviene in entrambi i paesi a livello di grandi, grandissime aziende, ma anche a livello di quel fittissimo reticolo di piccole e medie imprese di entrambi i nostri paesi.

Sono convinto che questo sia uno dei terreni importanti di collaborazione tra Germania e Italia, così come veramente infiniti sono i campi in cui possiamo collaborare per il nostro reciproco interesse e per dare un contributo all’Unione Europea in una fase in particolare nella quale ha bisogno di ulteriore impulso. Credo che i nostri due paesi siano tra quelli più disposti ad andare verso una condivisione di sovranità a livello comunitario. Un’ulteriore condivisione di sovranità se questo può voler dire strumenti di politica e di politica economica più efficace per portare l’intera Europa, fermo restando che “ognuno deve fare i compiti a casa propria” come si suole dire, ma politiche europee che possano portare l’intera Unione Europea ad un livello di competitività - nel quale la Germania è un esempio illustre - e a un livello di presenza sull’economia globale che torni a dare sicurezza ai cittadini europei e ci aiuti tutti a superare quegli stereotipi, quei pregiudizi che sono sempre latenti nelle nostri opinioni pubbliche e che possono costituire il fattore dirompente più negativo e maggiore ostacolo a un ulteriore progresso dell’integrazione europea.

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