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Intervento Monti all'incontro inaugurale del XXXIII Meeting per l'Amicizia tra i popoli

Lo spirito, da parte vostra, dev’essere quello al quale ha fatto riferimento il Segretario nazionale di “Giovani Insieme”, un’associazione no-profit che ha contribuito a fondare il Forum Nazionale Giovani, pochi giorni fa: sentirsi pronti a prendere in mano le sorti di questo Paese. A noi invece spetta il compito di facilitarvi nel raggiungere questo risultato. Per riuscire non c’è che un modo: serve un’azione dura e decisa.

È esattamente quello che abbiamo provato a fare – e stiamo ancora facendo – nel poco tempo che ci è stato concesso. Abbiamo cercato, con la squadra di Governo, di creare le condizioni affinché quell’istante che voi chiamate imprevedibile perda un poco dell’alea che ha oggi e guadagni in certezza. Non troppa – altrimenti la partita sarebbe noiosa – ma tanto quanto basta per darvi il giusto coraggio per andare avanti.

SCUOLA E UNIVERSITÀ

Il primo punto sul quale abbiamo lavorato – e lavoreremo intensamente nei prossimi mesi – è l’istruzione, a tutti i livelli.

Per quanto riguarda la scuola abbiamo cinque obiettivi:

Primo obiettivo: promuovere una migliore scolarità in tutta la popolazione, favorendo il sapere e le competenze diffuse. Il Professor Vittadini ha citato un dato che bisogna invertire quanto prima: 38% dei quindicenni italiani che ritiene la scuola un luogo dove non si ha voglia di andare. La scolarità diffusa è il un passo necessario per “togliere il freno” allo sviluppo dell’imprenditorialità e contribuire al diffondersi di un’offerta di lavoro più qualificato.

Secondo obiettivo: offrire maggiore possibilità alle scuole di esprimere, con autonomia e responsabilità, le proprie potenzialità.

È importante, anzitutto, potenziare l’istruzione tecnico-professionale, come ricordava anche il Professor Vittadini poco fa. Se nel mercato del lavoro italiano persiste un divario tra la domanda elevata di alcune professionalità e l’offerta scarsa o inesistente è anche a causa dell’insuccesso della formazione tecnica. Confartigianato ha quantificato in 32mila i posti di “difficile reperimento”. Una migliore formazione tecnico-professionale è il perno su cui insistere per colmare questo divario.

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