Dobbiamo anche insistere sul digitale, per accelerare i tempi e facilitare i rapporti tra la scuola pubblica e gli utenti: insegnanti, studenti e genitori.
Terzo obiettivo: introdurre nuove modalità di reclutamento e formazione dei docenti, per favorire l’ingresso nella scuola di giovani insegnanti capaci e meritevoli e favorire un rapporto continuo e stretto tra scuola e società, anche attraverso accordi istituzionali con università, enti di ricerca, associazioni professionali e parti sociali.
Quarto obiettivo: tra le nostre priorità c’è anche il contrasto all’insuccesso formativo, alla dispersione e all’abbandono scolastico. L’Agenda di Lisbona – che questo Governo sposa pienamente – pone l’obiettivo di portare il tasso di fallimento formativo sotto il 10%. Sono ben 8 punti percentuali in meno di quello attuale. Senza contare il tasso di abbandono scolastico dei giovani tra i 15 e i 24 anni, che – ha ricordato recentemente il Corriere della Sera citando una ricerca di Confartigianato – resta elevatissimo: 18,6%.
Per riuscire stiamo portando avanti azioni specifiche per contrastare le cause di fenomeni di mancata scolarità e per promuovere il recupero delle aree scolastiche più compromesse, anche potenziando iniziative di educazione alla cittadinanza e alla legalità.
Di esempi ce ne sono molti. Tra i tanti, cito i “Fondi alle Regioni il diritto allo studio degli studenti meno abbienti”. Grazie a questi Fondi abbiamo potuto stanziare 103 milioni di Euro a favore delle Regioni per la fornitura gratuita, nel prossimo anno scolastico, dei libri di testo delle scuole dell’obbligo e secondarie superiori.
Quinto obiettivo: riteniamo strategica la promozione della mobilità degli studenti, estendendo a tutti la possibilità di studiare e fare esperienza lavorativa all’estero, per poi tornare nel nostro Paese e far fruttare le conoscenze apprese.