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Intervento del Presidente del Consiglio alla Conferenza "Riforme strutturali in Italia"

I dati che abbiamo pubblicato la settimana scorsa, nella nota di aggiornamento del DEF, mostrano la durezza della recessione che stiamo vivendo, il dramma della disoccupazione e la lentezza con la quale nei primi mesi del prossimo anno torneremo a crescere. Il 2013 sarà un anno in crescita; attenzione quando vediamo, come nelle previsioni del governo, un meno 0,2% del Pil per il 2013 rispetto al 2012, questo sembra recessione, ma in corso d’anno quel meno 0,2% medio è previsto essere ottenuto con un profilo ascendente, non discendente. In questo senso, diciamo che prevediamo che il 2013 sarà un anno in crescita, anche se il motore della nostra economia si riavvierà lentamente, trattenuto dal peso del passato.

Questo è il percorso inevitabile di un sistema che ha dovuto assumere una cura drastica, dopo aver ignorato per anni i problemi, e che può riprendersi solo gradualmente, soprattutto se il contesto europeo e globale non è incline alla crescita - e qui c’è un altro punto, credo, di filosofia comune tra l’OCSE e noi, e cioè lo sforzo che in tutte le sedi facciamo, in particolare in quella europea, per orientare le politiche europee nel rispetto della stabilità verso una maggiore crescita che può derivare come deciso dal Consiglio Europeo di giugno da un growth compact al quale partecipino diversi paesi.

I sacrifici che stiamo affrontando insieme con le forze politiche, alle quali ancora una volta devo rendere omaggio, perché non è che sostenendo col voto le proposte del Governo non abbiano partecipato ad accollarsi una buona dose di impopolarità e che i cittadini hanno sopportato con responsabilità e consapevolezza, si giustificano solo se sono destinati a produrre frutti. Sotto questo profilo il Rapporto dell’OCSE offre una serie di ragioni di soddisfazione. Dimostra il Rapporto che l’indirizzo di politica economica adottato dal Governo ha seguito un’ impostazione che l’OCSE giudica corretta. L’azione realizzata in questi mesi potrà produrre nei prossimi dieci anni un aumento di 4 punti percentuali del PIL, como il nostro moderatore ha già enunciato. Il Rapporto inoltre getta luce particolarmente forte su un aspetto chiave per comprendere perché la nostra economia ha continuato a declinare nel decennio passato nonostante una modesta crescita dei salari, la dinamica della produttività e dei costi di lavoro.

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