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Intervento alla cerimonia di commemorazione del 16 ottobre 1943 - deportazione degli ebrei romani

Purtroppo la crisi economica rischia di avere ricadute sulla convivenza civile. Può far sorgere la tentazione di chiusure, di esclusione. Penso alle spinte xenofobe che vediamo emergere in alcuni movimenti politici europei o all’ostilità diffusa verso i rom. E ricordo quanto ancora oggi il genocidio di rom e sinti avvenuto durante il nazismo sia dimenticato. Vediamo ancora oggi nelle società europee troppo antagonismo, spinte violente, odi incomprensibili, pregiudizi difficili da debellare. E' intenzione del governo italiano portare i temi per sconfiggere i pregiudizi razziali in Europa e ai capi di Stato. Perché non possiamo permetterci che la costruzione e l'integrazione dell'Unione europea possa piombare nella disintegrazione e nella disgregazione. Per questo i fenomeni del razzismo e dell'antisemitismo vanno sorvegliati e combattuti per tempo. Altrimenti le fondamenta del magnifico edificio europeo verranno erose.

Fare memoria della persecuzione razzista negli anni della guerra vuol dire anche assumersi una responsabilità: combattere ogni forma di antisemitismo e di razzismo, e lavorare perché tutte le minoranze siano protette e non subiscano discriminazioni. L’Italia è un grande paese. A volte lo si dimentica. Anzi, forse troppo spesso lo si dimentica. Ma come grande paese deve essere in grado di garantire una vita dignitosa a tutti.

Oggi allora è l’occasione per rilanciare un patto di convivenza, un patto di integrazione sulla base delle libertà democratiche e dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Anche per questo ho voluto che nel governo ci fosse un Ministro per l’Integrazione, il Prof. Andrea Riccardi, che saluto qui questa sera e ringrazio per il suo lavoro di questi mesi. E vicino a lui c’è un altro ministro, che si occupa di cose apparentemente diverse ma notate anche l’assonanza “integrazione – coesione” proprio in un momento in cui dobbiamo purtroppo affrontare sfide dure che non consentono dolcezza, è particolarmente importante che queste parole chiave, sentimenti chiave, obiettivi chiave, integrazione e coesione territoriale, siano così presenti e al centro dell’attenzione e del nostro impegno. E ringrazio i miei colleghi per questo.

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