Ancora oggi, dopo la Shoah, l’odio razziale assume la forma insidiosa della diffidenza e del disprezzo fino alla violenza. Contro la viltà e l’egoismo, anche nel nostro tempo, serve il coraggio della verità contro l’inganno, la menzogna, l’infamia.
Facciamo dunque nostre le parole di Primo Levi: “Chi nega Auschwitz è pronto a rifarla”.