Quindi è stata l’occasione per me per fare riferimento a quella conversazione che avevo avuto con il Presidente Van Rompuy della quale poi avevamo entrambi parlato in una conferenza stampa, a Cernobbio, a settembre, tema che gli è diventato molto caro, ma credo che lui lo avesse già nei suoi sentimenti e nella sua mente, e cioè di dedicare una volta una riflessione dei capi di governo a quest’argomento, ahimè altamente politico, alla lunga molto più importante di qualunque specifica soluzione tecnica si trovi per le difficoltà finanziarie dei paesi.
E quindi lavoreremo noi squadra italiana con il Presidente Van Rompuy per mettere in forma uno S-chema di svolgimento di questa riflessione in una riunione della primavera prossima che potrebbe avere luogo a Roma dove l’avventura europea è cominciata.
Venendo al contenuto economico-istituzionale al di là del riferimento che ho fatto alla Grecia, in questo Consiglio Europeo, come sapete si trattava di valutare l’avanzamento per quanto riguarda la realizzazione sul patto della crescita varato nel Consiglio Europeo di giugno e per esaminare i lavori per il meccanismo unico di vigilanza prima tappa che va verso la concretizzazione di quel progetto verso una genuina Unione Economica e Monetaria che il Consiglio ha chiesto ai quattro presidenti, Van Rompuy in primis, con la collaborazione di Barroso, Juncker e Draghi, di mettere in chiaro per una decisione finale per dicembre.
E bene mi limito a qualche parola su questo aspetto che fa parte delle conclusioni della parte di UEM. Direi che sono conclusioni che sono state, come avviene per definizione, sennò non diventerebbero conclusioni, approvate all’unanimità, ma non era affatto ovvio; infatti abbiamo impiegato ieri sera fino alle 3, credo, per arrivare a questa conclusione di consenso. Non era ovvio, per esempio, alcuni stati membri avrebbero preferito lasciare indeterminata la data di partenza della supervisione unica e invece leggo dalle conclusioni in italiano, credo che siano quelle definitive, non so se vi sono già state fatte circolare che c’è l’obiettivo di trovare "un accordo sul quadro legislativo entro il primo gennaio 2013", quindi in tempi molto stretti; poi i lavori "sull’attuazione operativa si svolgeranno nel corso del 2013".Quindi non manca più moltissimo tempo alla messa in opera 'up and running' di un sistema di vigilanza unitaria. Il commento del commissario responsabile Michel Barnier appreso di questa conclusione è stato, mi pare, un "calendario ambizioso ma realistico". Credo che sia effettivamente entrambe le cose.