Un altro punto significativo nelle conclusioni è che si è confermato le conclusioni del Consiglio Europeo e dell’Euro Summit del 29 giugno, che sono state continuamente prese a riferimento soprattutto per sottolineare la necessità di non fare nessun passo indietro rispetto a quelle conclusioni e di realizzarle speditamente. Molti hanno proprio giudicato quel Consiglio Europeo come una svolta rispetto alla quale adesso siamo in una pur complicata e piena di tornanti discesa applicativa non più nella tormentata salita per la costruzione di un consenso di principi e la ricapitalizzazione diretta delle banche, nel pieno rispetto della dichiarazione del vertice della zona euro del 29 giugno ha lo scopo di spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. Questa potra avere luogo non appena sia stato istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico. E quindi noi vediamo che malgrado lettere scritte da magari tre Ministri delle finanze nelle settimane scorse viene confermato che ci sarà questa ricapitalizzazione diretta delle banche e che questa avrà luogo non appena sia in opera il sistema unitario di vigilanza . E non è detto – aggiungo una mia considerazione personale - non è detto, a mio parere, che debba essere in opera nella sua integralità il meccanismo, che si applicherà a tutte le banche europee, perché parta la vigilanza su alcune di esse e in conseguenza la possibilità della ricapitalizzazione diretta senza passare dagli stati per alcune di esse.
Un altro punto che era stato oggetto di posizioni divergenti nelle settimane preparatorie, e io vorrei come sempre - ma devo dire ogni volta di più - ringraziare il ministro Moavero in primis e tutti i membri della squadra italiana che presidiano il lavoro e che ci mettono in grado di vigilare e di affermare le nostre posizioni se poi siamo capaci di farle valere al tavolo del Consiglio; bene, rispetto alle settimane precedenti noi sappiamo che alcuni stati membri avrebbero voluto nell’apparato della governance dell’Unione economica monetaria rafforzare, per non mi ricordo più quale volta è, per l’ennesima volta, i meccanismi di disciplina di bilancio costruendo nuovi piani o mansarde sulla struttura già esistente - alcuni pezzi della quale sono recenti e meglio vedere come funzionano prima di pensare a ulteriori soppalchi - ebbene, alcuni avrebbero voluto puramente rafforzare ancora una volta l’apparato della disciplina di bilancio mentre quello che emerge qui è - secondo me in questa direzione ci siamo battuti o abbiamo argomentato perché non c’è sempre da battersi se gli argomenti sono buoni e non eravamo i soli a sostenerli -anzitutto l’affermazione che un quadro di bilancio integrato costituisce parte di una unione economica monetaria; alcuni colleghi contestavano l’obiettivo, dato per scontato dal presidente Van Rompuy, di avere un quadro di bilancio integrato: abbiamo fatto osservare che non c’è bisogno di definirlo o meno un obiettivo ma di constatare che nelle unioni monetarie che si sono inverate nella storia la nostra è la prima che non abbia un quadro di bilancio integrato.