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Viaggio nel Golfo Persico. Intervista all'Agenzia di stampa del Kuwait KUNA

18 Novembre 2012

1. Signor Presidente, Lei, tra i suoi molteplici impegni alla guida degli eccezionali sforzi, suoi e del suo governo per contrastare la crisi finanziaria e l'instabilità nell'area dell'euro e in Italia, oltre agli impegni complessi nel Mediterraneo, parte per un importante viaggio in Kuwait e altri paesi del Golfo. Quale importante significato ha questo viaggio, come primo Premier italiano che visita il Kuwait, che si ricordi negli ultimi decenni?

Risposta: Con il mio viaggio in Kuwait voglio sottolineare l’interesse italiano alla sviluppo dei rapporti bilaterali e della collaborazione economica. Si tratta di un viaggio che avrà quindi una duplice missione. La prima è quella di intensificare le nostre relazioni economiche e commerciali, non a caso nel corso della mia visita incontrerò i più importanti fondi d’investimento del paese, società pubbliche del settore petrolifero e società attive nel settore delle privatizzazioni. Il secondo aspetto del mio viaggio in Kuwait sarà di natura più politica. Nel corso degli incontri con le autorità politiche del Kuwait esamineremo le principali tematiche regionali, dall’Iran alla questione israelo-palestinese.

2. I rapporti di eccellente amicizia tra l'Italia e il Kuwait, che hanno radici antiche, e consolidate con il forte supporto alla giusta causa del Kuwait, durante l'invasione irachena e la partecipazione militare - per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale - nella liberazione del Kuwait, sono stati in crescita continua e hanno avuto grande spinta dopo la memorabile visita di Sua Altezza l'Emiro Sheikh Sabah Al-Ahmad Al Jaber Al-Sabah in Italia nel maggio 2010. Secondo Lei, quali sono i prossimi orizzonti di crescita e rafforzamento?

Risposta: Come ha detto lei le relazioni bilaterali si sono notevolmente rafforzate negli ultimi anni, un fatto testimoniato anche dalle recenti viste in Kwait dei ministri degli Esteri, della Difesa e dello Sviluppo Economico. L’attenzione degli operatori italiani al mercato kuwaitiano è in crescita e le esportazioni italiane in Kuwait registrano un forte aumento, visto che nel primo semestre del 2012 si è registrato un incremento del 66%. Anche sul fronte delle importazioni abbiamo registrato un incremento, pari al 17%, che testimonia l’incremento dei rapporti commerciali tra i due Paesi. Per il futuro, anche alla luce di importanti commesse aggiudicate dalla imprese italiane, mi auguro che possano ulteriormente svilupparsi le relazioni nel settore delle infrastrutture e dell’impiantistica nel settore energetico. Senza dimenticare che recentemente i due Paesi hanno firmato un importante memorandum d’intesa per la collaborazione nel settore della Difesa, che permetterà alle aziende italiane di rafforzare ulteriormente i rapporti con il Kuwait.

3. Uno dei principali motivi delle situazioni di crisi finanziaria economica mondiale è la preoccupazione verso la stabilità e il destino dell'euro, di cui l'Italia è un paese principale. Come valuta, dopo un anno dal suo insediamento, la salute della moneta europea ed il suo distino e il futuro della crescita mondiale? Come può contribuire una collaborazione tra l'Italia e l'Europa da una parte e dall'altra il Kuwait, Paesi del CCG e l'OPEC, a rianimare la crescita mondiale?

Risposta: Ad un anno dal mio insediamento la situazione dell’Europa e dell’euro è notevolmente migliorata, in particolare da quest’estate. Gli Stati membri della zona euro sono stati molto chiari nell’affermare che l’euro deve essere preservato e sono stati dati i mezzi per assicurarne il suo futuro. Si tratta del rafforzamento dell’Unione Economica e Monetaria attraverso la creazione di un unione bancaria, e la discussione sulla sorveglianza unica bancaria rappresenta il primo passo. Sono stati forniti strumenti per la stabilizzazione dei mercati con l’entrata in vigore del Meccanismo di Stabilita Europea e, per quanto riguarda la Banca Centrale Europea, un programma di acquisto di titoli di debito pubblico per assicurare una trasmissione corretta della politica monetaria, ossia che il costo di finanziamento rifletta i fondamentali economici degli singoli paesi e non le eventuali disfunzioni dei mercati. Le finanze pubbliche stanno avviando un percorso di risanamento e le riforme strutturali sono sulla strada giusta: questo permetterà ai paesi della zona euro, nel loro insieme e individualmente, di diventare più solidi e stabili. La collaborazione tra l’Europa e i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) è importante in questo contesto per far aumentare le opportunità di cooperazione economica.

4. L'Italia che è un paese di spiccata eccellenza e vitalità, soffre ultimamente di una crisi complessa, e uno dei suoi aspetti è la poca attrazione degli investimenti esteri. Il suo governo in pochi mesi ha realizzato delle importantissime e profonde riforme strutturali. Quali di queste riforme sono volte a ridare la fiducia e richiamare gli investimenti verso l'Italia? E agli investitori Kuwaitiani e arabi, cosa offre da questo lato l'Italia e che garanzie e opportunità hanno per investire massicciamente in Italia in questo momento?

Risposta: Appena il mio governo si è insediato abbiamo avviato una politica di risanamento dei conti pubblici, basata sul rigore e l’equità, che ci permetterà di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio in termini strutturali. Abbiamo realizzato una serie di riforme strutturali, come la riforma del sistema pensionistico che orienta nell’immediato l’applicazione di principi di equità, di trasparenza, di semplificazione e di solidarietà sociale e allo stesso tempo rende il sistema previdenziale sostenibile per i conti pubblici. Abbiamo varato la riforma del mercato del lavoro che mira a realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, capace di contribuire alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità, di stimolare lo sviluppo e la competitività delle imprese, oltre che di tutelare l’occupazione e l’occupabilità dei cittadini. Sono stati varati, inoltre tutta una serie di provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni. Tutto questo crea una base per rendere il Paese più competitivo e attrattivo per gli investimenti stranieri. Oltre a questo bisogna ricordare la legge contro la corruzione varata poche settimane fa. Parlando con l’emiro del Qatar, qualche mese fa, mi disse che la corruzione era uno dei fattori principali che li frenava dall’investire in Italia. Ebbene, il mio governo si è impegnato con tutte le sue forze per varare e far approvare dal Parlamento una legge contro la corruzione, un fattore fondamentale per permettere agli investitori stranieri di venire in Italia. Un altro provvedimento importante per attirare gli investimenti è rappresentato dal secondo decreto per la crescita varato lo scorso ottobre. È stato predisposto lo Sportello Unico per l’Attrazione di Investimenti Esteri, un unico punto di coordinamento stabile a cui potranno far riferimento gli imprenditori intenzionati a realizzare investimenti di tipo produttivo e industriale sul territorio italiano. Lo sportello farà capo al ministero dello Sviluppo economico e coordinerà tutti gli altri soggetti che operano nel settore, avvalendosi anche del supporto di personale proveniente dall’ICE e dall’Agenzia INVITALIA.

5. Lei più volte ha sottolineato l'importanza strategica e vitale della regione mediorientale per l'Italia, che gode di una affidabilità e stima particolare nel mondo arabo. L'Italia e il Kuwait, con la sua posizione chiave e strategica nel Golfo e ruolo, come possono cooperare per rafforzare la stabilità precaria nella regione e nel Golfo in questo momento delicato?

Risposta: La mia visita cada in un momento molti delicato per gli equilibri politici del Golfo. La questione nucleare in Iran è uno degli argomenti che affronterò con le autorità del Kuwait. L’Italia ribadisce di voler privilegiare il dialogo tra Teheran e le istituzioni internazionali, una posizione che ricalca le istanze degli altri paesi del golfo. L'Italia sostiene l'impegno dell'AIEA per ottenere chiarimenti sulla vera natura del programma nucleare iraniano e esortiamo l'Iran a rispettare pienamente tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

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