Punti di forza e di debolezza
Se dovesse descriversi, quale ritiene che sia il tratto principale del suo carattere, il suo punto di forza?
«Il tratto principale non è necessariamente un punto di forza, potrebbe essere anche un punto di debolezza: comunque, quello di essere una persona riflessiva, non impulsiva; un uomo che non ama l’improvvisazione. Il che ha dei vantaggi e degli svantaggi, naturalmente».
E il suo punto di debolezza?
«Ne ho, ne ho tantissimi…uno è che nei rapporti umani mi dicono che sembro gelido. E il fatto che sono comunque timido».
Questo può significare sensibilità, non è necessariamente un difetto.
«Sì, forse. Un altro difetto è che ho un umore un po’ instabile».
Quali sono i valori ai quali nella sua vita non ha mai rinunciato, il limite che lei ha sempre posto come discriminante, oltre il quale non può transigere?
«Penso sia il rispetto nei confronti degli altri e il voler fare di testa mia: in tutta la vita non ho mai avuto un rapporto di lavoro dipendente e - se vogliamo - non ho mai avuto un capo. Certo, un professore universitario ha dei superiori, ma non ha un capo. Sento il bisogno di raggiungere una forte convinzione, per fare una cosa; e non so come mi troverei – com’è normale per gran parte dell’umanità – ad agire su indicazione di altri. Ho scelto una professione che esige di pensare in prima persona e di formarsi le proprie idee. Ma ci sono tantissimi lavori, più che degni, nei quali a una persona viene richiesto di fare al meglio le cose per le quali è stato istruito».
Se non avesse fatto l’economista, che lavoro avrebbe fatto?
«Guardi, non ho mai avuto vocazioni giovanili. Mi sono sempre piaciute di più le tematiche umanistiche, la storia e la filosofia piuttosto delle scienze naturali o della fisica o della chimica. Quando ho dovuto scegliere la facoltà universitaria mi ricordo che avevo una esclusione, la medicina – non ho mai sopportato la vista del sangue, della malattia e della sofferenza - per il resto ero in zona grigia. Ho scelto economia perché mi sembrava un ambito molto polivalente. Non so dirle cosa avrei fatto, se non avessi fatto il professore universitario».