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Intervista del Presidente del Consiglio a Sette Magazine del Corriere della Sera

Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico, cosa muterebbe?

«Prima di tutto la ‘gobba’, come dice mia moglie. Si, vorrei stare più dritto».

Il personaggio politico del passato più amato e più detestato?

«Se fossero personaggi attuali la lista potrebbe essere lunga. Scherzi a parte, se stiamo sul passato direi che Hitler e Stalin se la giocano, ma Hitler prevale senza dubbio. Quanto invece alle mie preferenze politiche, andrò nella tomba senza che si sappia per chi ho votato. Però, ripensandoci, il politico italiano del passato che ammiro di più è Luigi Einaudi».

La qualità che vorrebbe avere?

«Non essere così lento nello scrivere come sono. Ho molte occasioni di scrivere e sono lentissimo. Molti dicono che scrivo bene, ma non sanno quanto tempo impiego per scrivere. Vorrei poi avere più spontaneità, questa è una cosa che non ho».

Il regalo più bello che abbia mai ricevuto?

«La bicicletta Bianchi, modello ‘Campione del mondo’, regalatami dai miei genitori nel 1954. Era la replica di quella usata l’anno prima da Fausto Coppi per vincere il mondiale che mio padre mi aveva portato a vedere a Lugano».

E il regalo immateriale più gradito?

«Non saprei proprio. Anzi, se uno mi chiedesse qual è stata la notte più bella della mia vita lo sorprenderei citando quella che ho passato a 12 anni tenendo nella mia camera da letto la coppa del mondo di Formula Uno vinta da José Manuel Fangio quello stesso giorno a Monza. I miei genitori – essendo mio padre nato in argentina – conoscevano Fangio e eravamo andati tre volte a vederlo, quando lui correva per la Mercedes. Lì vinse uno dei suoi titoli mondiali ed ebbe l’idea di “prestarmi” la coppa del mondo per una notte. Può immaginare la mia emozione di dodicenne! ».

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