Questo è ancora più importante in un momento in cui vediamo convivere diverse impostazioni sul tema del libero commercio e dell’apertura economica, e in cui vediamo anche il risorgere di tentazioni di protezionismo commerciale. Perciò salutiamo con piacere la priorità assegnata nell’agenda del prossimo Vertice di Santiago al tema del commercio e degli investimenti anche nella prospettiva di un partenariato che sia maggiormente basato sull’esigenza di garantire uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente e di alto profilo tecnologico.
Il Governo e il Ministero degli Esteri (che ha contribuito alla definizione degli indirizzi contemplati nella bozza di Dichiarazione Finale di Santiago) sono consapevoli di quello che vi aspettate da noi e quali sono i nuovi termini per una cooperazione paritaria ed efficace.
Come sapete i settori di prioritario interesse in vista del rafforzamento del partneriato UE-CELAC sono, in estrema sintesi, quelli dei diritti umani, la lotta al crimine organizzato transnazionale e, sul piano economico, gli investimenti, il trasferimento di tecnologie e la cooperazione tra Piccole e Medie Imprese.
L’Unione Europea é determinata a valorizzare quanto sinora raggiunto in America Latina: l’UE rappresenta il più importante blocco commerciale e il maggiore investitore diretto nei Paesi latinoamericani e il più generoso donatore di aiuti allo sviluppo.
L’America Latina possiede, d’altra parte, immense risorse naturali: basti solo pensare che quasi la metà della produzione mondiale di soia, rame, argento proviene dal Continente latinoamericano, cui bisogna aggiungere la disponibilità di ingentissime riserve di idrocarburi, litio, acqua dolce e riserve forestali.
La complementarietà delle nostre economie favorisce, pertanto, quasi naturalmente l’alleanza dei nostri interessi. L’Italia, con i suoi “giacimenti culturali”, le eccellenze tecnologiche e la riconosciuta capacità produttiva di milioni di piccole, medie e grandi imprese vuole contribuire a sostenere la crescita in America Latina.