Credo che questo cambiamento sia una ricompensa per l'azione intrapresa dal governo, con il sostegno del Parlamento e, cosa più importante, soprattutto deve essere una ricompensa per tutti i cittadini italiani che nell’ultimo anno hanno capito il bisogno di cambiamento. Con il loro lavoro, con i loro sforzi, la loro determinazione di affrontare le difficoltà, hanno aiutato il Paese a voltare le spalle alla crisi e ad uscirne più forti. Oggi sono qui per rendere omaggio ai cittadini italiani, alla loro capacità di recupero, alla loro maturità. Voglio che gli italiani siano consapevoli del fatto che il loro contributo, in un momento difficile, non è stato tralasciato ma è stato importante per il miglioramento delle condizioni e delle percezioni dell’Unione Europea e dell’Eurozona.
L’Italia e l’Unione Europea sono due parti di una stessa realtà, e io non ho mai usato -negli ultimi quattordici mesi- l’argomento con i miei cittadini chiedendo loro dei sacrifici, dicendo loro: “Ci dispiace ma l’Unione Europea ce lo chiede”, ho sempre detto e lo ribadisco: “Noi dobbiamo fare questo nel nostro interesse e nell’interesse delle generazioni che verranno”. Ad ogni modo, un’Europa saggia lo raccomanda.
Partendo dal discorso inaugurale del Forum economico mondiale di quest'anno, voglio iniziare dal titolo: "Leading against the odds”. C’è una crisi finanziaria, che senza una maturità politica sarebbe potuta finire in tragedia. Io ho governato con la convinzione che la leadership è l'antitesi del breve termine. Il breve termine purtroppo esiste, sia nelle politica nazionali – e a livello globale temo- sia nella politica europea. Significa che l'Italia, nell’ultimo decennio, non ha sfruttato le opportunità della membership dell'eurozona per fare le riforme e raggiungere un rapporto debito/PIL più basso. Si è continuato a vivere nell’illusione che si potesse arrivare ad un cambiamento senza fare riforme vere. Questo è ciò che si può descrivere come ‘promettere delle riforme e finire con l’aumentare le tasse e il debito’. E con una crisi del debito pubblico.