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Discorso inaugurale del Presidente del Consiglio in occasione del World Economic forum 2013 "Leading against the odds"

L’Italia non ha colto le sfide della globalizzazione, del cambiamento demografico e dell'innovazione tecnologica. Ha scelto la politica dello status quo e della procrastinazione. Ha scelto l'illusione che, mentre il mondo stava cambiando, si poteva restare uguali. Il costo dell’inerzia, naturalmente è crollato sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti fino ad arrivare al momento della verità.

Abbiamo provato ad invertire questa tendenza di fare politica. L’ Italia ha, in 12 mesi, implementato quello che il World Economic Forum, - vorrei che venisse riconosciuto e vorrei rendere omaggio a Christine Lagarde per la sua leadership- e quello che lei ha chiamato “un’agenda ambiziosa e di ampio respiro per la stabilizzazione fiscale e la crescita”.

Abbiamo lavorato per affrontare profonde debolezze radicate, non abbiamo colto i frutti più in basso, ma abbiamo avuto mire più alte. Per esempio, nel settore delle liberalizzazioni, abbiamo introdotto la separazione del trasporto del gas dalla distribuzione del gas. Abbiamo abolito delle direzioni che ponevano ostacoli alla competitività. Abbiamo introdotto più libertà nel mercato al dettaglio, abbiamo creato più opportunità di lavoro per le professioni legali e per altri settori.

C'è ancora molto da fare, naturalmente. Ma i progressi non sono trascurabili.

L'OCSE ha stimato che queste riforme hanno reso il mercato italiano tanto aperto quanto lo è mediamente quello europeo, nonostante rimangano alcuni ostacoli a livello locale a livello regionale. Queste riforme dovrebbero portare una crescita addizionale del il 4% del Pil in un decennio. Si tratta di un dato macro-economico rilevante.

Le riforme strutturali sono importanti perché gettano le basi per la crescita futura ma anche perché portano più giustizia nell’economia. Il Presidente tedesco ha sottolineato la competitività a livello mondiale, le virtù della competitività, tante riforme in cui il nostro Paese si è imbattuto sono state pensate proprio per migliorare la competitività, per ridurre gli svantaggi di alcuni a scapito di altri; a scapito di quelli che sono più lontani e che naturalmente sono i giovani, i disoccupati e, sempre più frequentemente, i giovani disoccupati.

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