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Discorso inaugurale del Presidente del Consiglio in occasione del World Economic forum 2013 "Leading against the odds"

Credo che avremo successo nel rendere l’Europa più innovativa più pronta alle sfide della globalizzazione se affrontiamo questa lotta insieme. Sono fiducioso che se ci deve essere un referendum, un giorno, i cittadini del Regno Unito decideranno di restare nell’Unione Europea per contribuire a formare il suo futuro. Credo che l’Unione europea non abbia bisogno di europei che non vogliono farne parte, abbiamo bisogno di europei che voglio l’Unione e credo che ci sia un vantaggio nell’immaginare come il Primo Ministro Cameron sta facendo – non voglio commentare altri aspetti del suo discorso di oggi con cui sono meno d’accordo – ma credo ci sia un vantaggio nell’idea di mettere alla fine il popolo davanti alla questione, alla domanda vera, non con domande marginali come “Vorresti mantenere la membership dell’unione europea ma accettare questo o quest’altro cambiamento del trattato”.

Certo la risposta sarebbe “no” come abbiamo visto in tanti paesi. Ma se si pone la domanda principale in modo diretto “Preferireste che il Regno Unito rimanga nell’Unione Europea o che lasci l’Unione Europea”, - non so cosa direbbero i cittadini britannici - ma sono fiducioso che tutti i benefici di questa decisione verrebbero fuori perché sarebbe nell’interesse di tutti.

Vorrei concludere spiegando perché sono fiducioso sul futuro dell’Italia. Oggi l’Italia è un Paese molto diverso rispetto all’anno scorso. Abbiamo preso delle decisioni difficili per rendere le nostre finanze di nuovo sostenibili, abbiamo i mezzi per raggiungere il pareggio di bilancio strutturale nel 2013 e continuiamo ad avere un surplus del 4% nel prossimo anno. Abbiamo fatto in modo che non si possa ripetere una crisi del genere l’anno prossimo, abbiamo cambiato la costituzione per introdurre la regola del pareggio di bilancio e siamo determinati a rispettare il fiscal compact. Abbiamo riformato il sistema pensionistico che adesso è considerato uno dei più sostenibili del mondo; abbiamo tagliato le spese pubbliche con due tranche di revisione della spesa risparmiando 11 miliardi di euro; abbiamo bilanciato il modo in cui le spese e l’aumento delle tasse incidono sul budget; abbiamo un programma per la dismissione di asset immobiliari pubblici.

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