Questa è l'essenza del mio impegno. Costruire un mercato sociale più competitivo in Italia e in Europa. È un’agenda ambiziosa, ma voglio ricordare le parole del professor Schwab e le cito “Tutti abbiamo una responsabilità sociale tremenda”. Quindi, è sì un’agenda ambiziosa ma tutti dobbiamo rendere conto al popolo del nostro Paese e io, lo devo al popolo italiano, soprattutto ai più fragili della società. Quelli che hanno pagato il prezzo intollerabile della disoccupazione – i nostri giovani soprattutto- il prezzo delle privazioni. Loro sono – e lo dobbiamo riconoscere – di gran lunga le vittime di governi che spesso non sono stati abbastanza forti nell’affrontare la lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, dai gruppi di interesse alle le lobby, i manipolatori di mercati economici; sono le vittime di politici che spesso si sono impegnati in promesse elettorali non pensando al fatto che quelle promesse potessero essere mantenute o meno e troppo spesso hanno gravato sulla crisi perché erano troppo intenti alle azioni domestiche e hanno rifiutato la chiamata di un maggiore coordinamento politico a livello internazionale e hanno alimentato solo il nazionalismo e il populismo.