3 Febbraio 2013
Ringrazio il Presidente Hollande della sua disponibilità ad incontrarmi domenica pomeriggio, benché sia di ritorno dal suo complicato, importante e coraggioso viaggio di Stato in Mali.
L’obiettivo del nostro incontro è preparare il Consiglio Europeo di giovedì e venerdì prossimo riguardo al futuro quadro finanziario dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020.
Si tratta di un tema di grande importanza del quale ho anche parlato negli ultimi giorni, a Bruxelles, con i Presidenti del Consiglio e della Commissione e, a Berlino, con la Cancelliera Merkel.
Sembrerebbe una questione di buon senso per l’Unione europea dotarsi di un bilancio comune che permetta di sostenere la crescita economica e l’occupazione, che dia certezza e stabilità alle politiche da mettere in atto a livello europeo a condizione ovviamente che si verifichi un valore aggiunto o un’economia di scala.
Credo che dovrebbe essere altrettanto chiaro che il contributo netto dei diversi paesi membri dovrebbe riflettere la prosperità relativa di ciascuno, tenendo anche conto che la crisi finanziaria ha avuto un impatto maggiore su alcuni rispetto ad altri.
Nell’ultimo quadro di bilancio pluriannuale 2007-2013 l’Italia ha pagato sempre di più in termini di saldo fra fondi versati e fondi ricevuti , al punto di diventare, nel 2011, il primo contribuente netto.
Auspico che un accordo venga trovato questa settima, cercando di non discostarsi dal pacchetto che a fatica si era negoziato a novembre, ma auspico altresì che il sistema che ne risulterà sia più trasparente ed equo.
Dall’arrivo di François Hollande alla Presidenza della Repubblica, la collaborazione tra Francia e Italia (a livello di Capo di Stato e di Governo, così come fra i nostri due governi) si è distinta per la visione comune sulle politiche economiche e sociali necessarie all’UE. E’ la nostra strettissima collaborazione che ha consentito passi avanti concreti e rapidi, sia con l’adozione del Patto per la crescita, sia con la decisione sulla stabilizzazione finanziaria e dei titoli di Stato nell’eurozona, sia infine con le decisioni per una tempestiva realizzazione dell’Unione bancari. Si è così confermato che Francia, Germania e Italia – lavorando insieme con le loro diverse sensibilità e nel quadro del metodo comunitario - possono dare un importante impulso alle politiche europee.