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Intervista del Presidente del Consiglio al Hospodarske Noviny

16 Febbraio 2012

Traduzione Intervista con il Sig.re Josef Kaspar del Hospodarskenoviny

Titolo: “Perseguo due finalità: finanze sane e forte crescita”

Tra le virgolette c’è la citazione: “Il nostro problema principale è la crescita. Gli italiani se ne rendono conto e dopo il lancio del cosiddetto decreto con liberalizzazioni la fiducia nei confronti del governo è aumentata”.

Sotto la fotografia del Presidente il testo dice: DETERMINAZIONE: Il premier italiano Mario Monti è ottimista. Non dubita sul futuro dell’Euro e crede che riuscirà a portare l’Italia fuori dalla crisi. “Sono determinato a continuare le riforme, dato che porteranno la crescita economica e l’occupazione”.

1) Signor Presidente, ancora poche settimane fa molti media internazionali descrivevano l'Italia come "il malato d'Europa". Oggi la situazione è completamente diversa e la stampa anglosassone L'ha indicata addirittura come l'uomo che potrebbe far uscire l'Europa dalla crisi. E' chiaro che questo cambiamento di giudizio è basato su quello che Lei ed il Suo governo avete fatto in questi neanche 3 mesi. Come potrebbe riassumere l'operato del Suo governo?

Le misure prese da quando sono arrivato, il 16 Novembre, seguono due grandi obiettivi: mettere i conti pubblici in sicurezza e creare le condizioni per una crescita più forte da garantire maggiore occupazione. Il pacchetto di provvedimenti adottato a Dicembre ci permetterà di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, in anticipo rispetto a gran parte degli altri paesi europei portando così, in modo fermo, il debito pubblico su una strada discendente. Questo è stato fatto, in particolare, grazie a una riforma delle pensioni che innalza l’età per accedere alla pensione a 66 anni a partir del 2018, aumentandola cosi di circa 5 anni. La crescita, a sua volta, sarà stimolata da un ampio piano di misure che puntano ad aumentare la concorrenza nel settore degli servizi, in particolare quello dell’energia, dove sarà separata la rete dalla distribuzione del gas e nelle professioni, dove saranno abolite le tariffe fisse e sarà aumentato il numero di operatori. A questo si aggiungono anche gli interventi nel settore finanziario dove, ad esempio, sarà separata la concessione del mutuo per l’acquisto della casa, dalla stipula della polizza assicurativa, e tante altre misure di liberalizzazione dell’economia. Abbiamo anche adottato misure per facilitare il finanziamento delle infrastrutture attraverso la creazione di project bonds e la promozione di partenariati pubblico-privato. L’ultimo pacchetto adottato, ad inizio Febbraio, vuole semplificare e rendere più efficienti i rapporti delle imprese e dei cittadini con la pubblica amministrazione che saranno effettuati essenzialmente online economizzando tempo e soldi. Nel caso della partecipazione a concorsi pubblici, per esempio, queste economie sono sostanziali. Adesso stiamo lavorando alla riforma del mercato del lavoro per favorire l’inserimento dei giovani che, attualmente, non solo hanno grande difficoltà a trovare un lavoro, ma collezionano contratti precari. Serve maggiore solidarietà tra generazioni e procedere verso il cosiddetto modello della flexsecurity che contraddistingue le economie scandinave dove si privilegia la protezione della persona e non tanto del posto di lavoro.

Vorrei sottolineare che le difficolta dell’Italia vengono da lontano. Il paese non ha contribuito alla crisi economica e finanziaria globale. È vero che il suo debito pubblico è elevato, ma è altrettanto vero che l’Italia ha seguito una politica di bilancio prudente durante la crisi, il suo settore bancario è sano, il livello dell’indebitamento delle famiglie è basso e il paese non ha un deficit con l’estero elevato.

2) I Suoi incontri con la CancelleriaMerkel e con il presidente Sarkozy sono stati seguiti con molto interesse e tutti hanno compreso che l'Italia è tornata alla sua tradizionale attiva politica in favore dell'integrazione europea. Ma non tutti all'estero sanno che Lei ha ripetutamente sottolineato che non bisogna permettere l'aumento della distanza tra i 17 Paesi dell'Eurozona e gli altri 10 Stati membri dell'Unione Europea, anzi che tale distanza deve essere per quanto possibile ridotta. E' chiaro che la situazione odierna non corrisponde molto agli ideali dei fondatori dell'Unione Europea. Su quale filosofia si basa la Sua attività in questo campo?

Sono stato molto dispiaciuto dell’isolamento del Regno Unito al Consiglio europeo di Dicembre che ho provato io stesso ad evitare. In particolare ho invitato il Primo Ministro Cameron ad essere più costruttivo e vincolare il suo sostegno alle nuove regole di bilancio allo sviluppo del mercato interno europeo. Il fatto che le imprese possano vendere i propri prodotti o offrire i loro servizi senza barriere di qualsiasi tipo in un mercato unico di 500 milioni di abitanti è uno dei maggiori successi dell’Unione europea. Credo in un’Europa sempre più integrata, prospera e solidale dove l’interesse generale, senza differenze tra paesi piccoli e grandi o tra nord e sud, venga assicurato e difeso dalle istituzioni, in particolare la Commissione e il Parlamento, che devono acquisire maggiore legittimità. Quest’aspetto è fondamentale per garantire l’accettazione da parte della pubblica opinione europea delle politiche e regole communi.

3) Questa settimana sarà molto importante per l'attività del Suo governo. Il parlamento deve iniziare la discussione sul vasto programma di liberalizzazioni che si scontra con forti resistenze, visto che proprio i partiti che appoggiano il Suo governo hanno presentato molte proposte di modifica. Alcuni ministri, ad esempio il ministro dell'agricoltura, si sono pubblicamente lamentati delle pressioni esercitate nei loro confronti da lobbies piuttosto potenti. Può confermare quello che ha detto al ritorno dal Suo viaggio negli USA che "siamo fermamente determinati a continuare sulla nostra strada", non teme insomma di perdere il consenso del parlamento?

Sono effettivamente e fermamente determinato a proseguire con le riforme perché sono nell’interesse generale del paese, nel portare più crescita ed occupazione. La crescita era e continua ad essere il problema essenziale dell’Italia. Gli Italiani se ne sono resi conto al punto che, dopo aver varato il decreto sulle liberalizzazioni è aumentata la loro fiducia nel Governo dopo un calo comprensibile in seguito alle misure di Dicembre per diminuire la spesa pubblica ed aumentare le entrate. Sto seguendo attentamente la discussione e sono fiducioso sul fatto che il pacchetto resti largamente intatto.

4) Quale importanza attribuisce alla visita del Ministro degli Affari Esteri Schwarzenberg in Italia e come vede il ruolo della Repubblica Ceca nell'ambito dell'UE?

Abbiamo parlato del seguimento del ultimo Consiglio Europeo e come migliorare il funzionamento del mercato unico europeo, soprattutto nell’area degli servizi. L’incontro se inquadra anche nel seguito della visita, l’anno scorso, del Presidente Napolitano a Praga e de una prossima visita del Presidente Klaus a Roma.

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, l’Unione Europea è fatta di una comunione di interessi e culture che possono avere le loro differenze, ma quello che ci unisce é più forte e ci rende più forti, in particolare in un mondo integrato e cosi competitivo. E’ importante, secondo me, che ciascuno apporti il proprio contributo alla causa comune con un spirito costruttivo e aperto. Prendiamo l’euro, per esempio. Abbiamo capito che è stato costruito più su basi politiche come coronamento del mercato unico europeo. Adesso che abbiamo sperimentato le insufficienze bisogna ricostruire l’Unione Economica e Monetaria su basi più sane e sostenibili e non dimenticando la ‘E’ nell’UEM, ossia la governance economica. Ma non ci sono dubbi per quanto riguarda i benefici della moneta condivisa da diciassette paesi e che ha la vocazione di essere la moneta di tutta l’UE. Per la Germania ed altri paesi con monete forti nel passato, l’euro ha portato stabilità, essenziale per le loro esportazioni danneggiate ogni qual volta le valute dei loro partners europei incorrevano in svalutazioni. Per gli altri con divise prevalentemente deboli, l’euro ha portato la stabilità dei prezzi e tassi di interesse come non avevano mai – o raramente- conosciuto. Ovviamente i benefici non vengono senza sforzi e accanto agli sforzi serve anche la solidarietà. Le riforme che stiamo facendo adesso in Italia avrebbero dovuto essere immediatamente varate, in continuità con gli sforzi per l’ingresso nell’euro. Analogamente a come la qualificazione ai Campionati Mondiale di Calcio non garantisce di portare la Coppa a casa – neppure all’Italia che ne ha vinto di più dopo il Brasile - la qualificazione, alla fine degli anni 90, per la moneta unica da sola non era sufficiente per assicurare il suo funzionamento armonioso.