2 Marzo 2012
Palazzo Chigi 2 marzo 2012
Nei mesi scorsi il Governo ha esaminato a fondo il progetto TAV di collegamento ferroviario ad alta velocità Torino – Lione, ci siamo posti in particolare tre interrogativi.
C’è stato nel corso degli anni un sufficiente ascolto delle opinioni, delle preoccupazioni delle popolazioni della Val di Susa? Si è tenuto conto di quelle preoccupazioni? L’opera è giustificabile economicamente e, sopratutto, è sostenibile dal punto di vista ambientale? Abbiamo voluto condurre questo riesame con spirito aperto senza sentirci legati da impegni già presi dai Governi precedenti. Abbiamo anche riesaminato la valutazione di impatto ambientale che non presenta punti di incompletezza. Presenteremo presto tutti gli elementi e gli studi che ci hanno condotto a decidere oggi la posizione del Governo, che è la seguente. Si sono tenuti numerosi momenti di ascolto e di confronto. l’Osservatorio Torino-Lione costituito nel dicembre 2006 ha tenuto centottantadue riunioni in gran parte dedicate ad audizioni, consultazioni, incontri con le popolazioni e gli amministratori locali e vari altri soggetti interessati. Il progetto iniziale è stato profondamente, radicalmente modificato per tenere conto di questa lunga fase di ascolto. E’ stata predisposta una analisi approfondita costi-benefici che verrà resa pubblica prossimamente. I benefici economici sono rilevanti, si dimezzano per esempio i tempi di percorrenza da Torino a Chambery, si passa da centocinquantadue a settantatre minuti, da Parigi a Milano da sette a quattro ore e via dicendo. Si genera lavoro e occupazione direttamente sul territorio, e non solo. Alla luce di tutto ciò il Governo ha deciso di confermare con piena convinzione il proprio impegno per la realizzazione tempestiva dell’opera. Ci sono state, in particolare nei giorni scorsi, manifestazioni di protesta con forme di violenza. A questo riguardo vorrei essere molto chiaro. La libertà di espressione del pensiero è un bene fondamentale. Lo Stato è impegnato a tutelare questo bene. Non saranno però consentite forme di illegalità e sarà contrastata ogni forma di violenza, e vorrei invitare coloro che si oppongono a quest’opera, mentre rispetto in gran parte di loro le motivazioni che sentono, vorrei però invitarli a considerare questo: il nostro Paese avverte un crescente disagio sociale soprattutto nei giovani, è così’ difficile trovare lavoro e questo è il risultato di un Paese che si stava progressivamente staccando dall’Europa con una decrescente competitività con una difficoltà sempre maggior di trovare spazio nell’economia internazionale e di creare buoni posti di lavoro per i giovani.
Vogliamo noi lasciare andare dolcemente alla deriva staccandosi dall’Europa questa nostra penisola rendendo così sempre più difficile per l’economia italiana risalire, essere competitiva creare posti di lavoro, consentire una maggiore equità e un maggiore benessere sociale ed economico.
Non credo che vogliamo questo, ma teniamo presente che molte manifestazioni di disagio sociale sparso un po’ dappertutto in Italia, troverebbero delle ragioni sempre più gravi in un’economia che andasse alla deriva perdendo un aggancio all’Europa che deve essere in primo luogo un aggancio fisico attraverso qualche fondamentale infrastruttura di collegamento. Ecco quindi che coloro che vedono quest’opera con timore o con astio da un punto di vista di un modello di vita tengano presente che anche queste opere purché siano ecologicamente sostenibili e con tutte le attenzioni che l’Italia e la Francia stanno dedicando a quest’opera sono condizioni necessarie per consentire ai giovani italiani una prospettiva migliore. Il nostri Governo è impegnato in tutti i campi a superare blocchi, resistenze e ostacoli che vengono da categorie particolari spesso del tutto legittimamente ma che noi abbiamo il dovere di superare nell’interesse generale per creare uno sviluppo sostenibile in Italia, e anche questo blocco di una grande opera è da vedere in questa prospettiva.
Vi ringrazio