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Trascriziome della conferenza stampa del Presidente Mario Monti e del Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Angela Merkel.

13 Marzo 2012

Presidente Monti

Buonasera. E’ stato un grande piacere ricevere a Palazzo Chigi il Cancelliere Federale tedesco Angela Merkel. La nostra è una conoscenza che risale a molti anni addietro quando l'allora Ministro dell'Ambiente, Angela Merkel, faceva parte del Governo tedesco e io lavoravo alla Commissione Europea sui temi di fiscalità, anche ecologica. In seguito abbiamo avuto contatti quando la signora Merkel era all'opposizione e io mi occupavo di concorrenza nella Commissione Europea. Adesso da qualche mese ho il grande piacere di cooperare con il Cancelliere su tematiche che sono in gran parte relative al quadro europeo ed internazionale visto che, fortunatamente, le relazioni bilaterali tra la Germania e l'Italia sono di grande e consolidata qualità.

Colgo l’occasione per annunciare che la prossima estate avrà luogo in Italia un vertice intergovernativo con il Governo federale tedesco presieduto, dal lato tedesco, dal Cancelliere Merkel.

Nella riunione di oggi abbiamo fatto un giro d'orizzonte sulle tematiche europee complessive, non solo quelle economiche e finanziarie; come sapete, infatti, solo la settimana scorsa è stato qui il Ministro federale delle finanze Wolfang Schauble, con il quale abbiamo approfondito sopratutto i temi economici e finanziari.

Con il Cancelliere ci siamo soffermati sul fatto che, sebbene in questa fase della storia europea la crisi finanziaria più acuta sembra decisamente superata, non ci si può rilassare. Né dal punto di vista delle politiche interne, in quanto ciascuno dei nostri paesi deve continuamente tendere ad una maggiore competitività, ad un maggiore equilibrio e ad una maggiore crescita; né dal punto di vista delle politiche europee. Infatti, dopo la firma del fiscal compact dovuta sopratutto all' iniziativa determinata del Cancelliere Merkel, occorre che l'unione europea entri in una fase in cui presti analoga attenzione alle politiche per la crescita e l'occupazione, sopratutto per quella giovanile. Anche dal punto di vista del policy framework occorre che si adegui, come è stato fatto per il fiscal compact, per trovare una iniziativa che riguardi gli stati membri e che poi si trasfonda prima possibile nel quadro comunitario. Abbiamo espresso il comune interesse a che, nei nostri rispettivi Parlamenti, si effettui rapidamente la ratifica del fiscal compact e del trattato sul meccanismo di stabilità europeo (Esm). Abbiamo anche immaginato modalità per lavorare congiuntamente dal punto di vista dei tempi e della comunicazione ai rispettivi Parlamenti. Nel lavorare insieme per una strategia europea della crescita abbiamo già trovato forti consonanze tra la visione tedesca e quella italiana in occasione dei recenti Consigli Europei ma, come credo vi dirà meglio il Cancelliere Merkel, recentemente abbiamo anche deciso di cooperare strettamente su alcuni strumenti per la politica della crescita relativi, in particolare, ai servizi, all'innovazione, alla mobilità del lavoro e alle industrie di rete. In altri termini vogliamo tenere ferma la stabilità finanziaria e di bilancio, accentuare l'orientamento alla crescita, farlo in modo concreto e integrato a livello europeo con iniziative che, ovviamente, saranno poi discusse con altri Stati membri e con le istituzioni comunitarie.

Abbiamo anche dedicato tempo e attenzione al quadro internazionale, al di là dei temi economici ed europei. Abbiamo registrato identità di vedute sulle principali aree di crisi; seguiamo in particolare con preoccupazione gli sviluppi della situazione in Siria e abbiamo concordato di tenerci in stretto contatto su questo punto. Così come abbiamo deciso di tenerci in stretto coordinamento sugli sviluppi della questione nucleare iraniana che seguiamo con pari apprensione. La nostra comune speranza è che Teheran accetti finalmente di tornare ad un vero negoziato.

E concludo queste mie parole ringraziando ancora una volta il Cancelliere Merkel per essere venuta oggi a Roma, per avere fin dall'inizio della vita di questo Governo assicurato un dialogo aperto, molto concreto, che ha consentito di combinare efficacemente i nostri rispettivi punti di vista e di esercitare una azione, credo rilevante, nei confronti delle dinamiche europee.

Questa nostra riunione di oggi, che sarà come credo sappiate coronata da un incontro al Quirinale col Capo dello Stato, fa seguito a diversi incontri che abbiamo avuto in questi mesi e io confido che continueremo così.

Grazie, prego.

Cancelliere Merkel

Grazie di cuore signor Presidente del Consiglio per la cordiale accoglienza. Effettivamente i nostri rapporti bilaterali sono più che stretti, e oggi non c’è stato bisogno di ulteriori approfondimenti perché ci sono legami di amicizia tra i nostri due paesi. Entrambi abbiamo molto a cuore l’evoluzione dell’Unione Europea e questo ha caratterizzato i nostri colloqui odierni. Nelle ultime settimane c’è stata una fitta serie di incontri, di colloqui e per prima cosa voglio dire che io seguo con profondo rispetto le azioni che vengono portate avanti dal mio collega Mario Monti e dal suo governo, come le riforme.

Seguo con altrettanto interesse la discussione che si sta svolgendo in questi giorni sulla riforma del mercato lavoro perché è importante per la nostra gente che ha bisogno di posti di lavoro durevoli e stabili. Inoltre dobbiamo accrescere la produttività e sostenere la crescita in un mondo in cui molte cose sono cambiate e i nostri concorrenti sono diventati più forti. E’ qui che l’Unione Europea deve affermarsi, deve superare la prova e sono sicura che la supererà. Questo è lo spirito che caratterizza il nostro dialogo. Siamo un continente che è riuscito, con l’Unione Europea, a garantire la convivenza nella pace ma è importante formulare insieme obiettivi comuni. Se consideriamo che solo il 7% della popolazione mondiale è nell’Unione Europea, allora facciamo bene ad essere coesi e seguire obiettivi sempre più comuni; quindi dobbiamo trovare un equilibrio, una stabilità garantita dal fiscal compact e forme di solidarietà garantite dal trattato dell’ Esm.

Abbiamo intenzione, prima della pausa estiva, di approvare questi due importanti trattati in stretto coordinamento, in stretta concertazione; comunque è nostra ferma convinzione che non abbiamo ancora raggiunto il nostro traguardo. La strada non è stata ancora percorsa del tutto, dobbiamo superare ancora molte ostacoli, soprattutto dobbiamo vedere come la nostra Europa vede il suo avvenire. Siamo ventisette paesi, siamo ventisette nazioni, siamo un entità unica che si afferma con una sola voce nel mondo intero, quindi dobbiamo coordinarci strettamente. In ogni caso abbiamo bisogno di più Europa, non di meno Europa e per fare questo gli Stati appartenenti all’Unione devono dare il proprio contributo. Ci saranno altri incontri, come ha ricordato il Primo Ministro Mario Monti, altri obiettivi da raggiungere, soprattutto la creazione di un vero mercato interno e dei servizi, le industrie di rete, inoltre è necessaria un maggiore mobilità delle forze lavoro in campo europeo, a cui si aggiunge anche il tema dell’innovazione; in questo modo l’Europa può salvare la propria prosperità. La crisi dell’euro ci ha fatto capire quali sono i nostri punti deboli e noi, ed è un altro elemento che ci contraddistingue, li vogliamo superare.

Ci sarà una stretta concertazione su altre questioni come poter garantire più crescita, più posti di lavoro soprattutto per i giovani, ma anche per i lavoratori più anziani. A questo serviranno le prossime consultazioni durante il vertice che si svolgerà in Italia questa estate, dove ci sarà un incontro con i rappresentanti del mondo industriale dei nostri due paesi. Un’occasione per parlare anche del futuro di questi due Stati nell’Europa Unita. Vorrei dire chiaramente che l’Italia e la Germania cooperano strettamente per quanto riguarda l’organizzazione e i preparativi del vertice europeo di giugno, perché lì sarà all’ordine del giorno proprio la crescita e l’occupazione. Entrambi siamo d’accordo su alcuni punti molto concreti, non dobbiamo essere approssimativi: non basta dire abbiamo bisogno di più crescita, di più posti di lavoro. Chi è disoccupato spera realmente di ottenere il posto di lavoro, quindi dobbiamo adottare misure concrete e specifiche.

Abbiamo parlato anche di politica estera per quanto riguarda soprattutto i diritti dell’uomo in Siria. Al riguardo è veramente un peccato che fino ad oggi non si sia riusciti ad approvare una risoluzione del consiglio delle Nazioni Unite condanna che condanni nettamente le violazioni dei diritti dell’uomo in Siria. Anche il programma nucleare iraniano continua a preoccuparci e in proposito le nostre posizioni sono analoghe. Insieme possiamo impegnarci, lavorando per gli obiettivi che noi rappresentiamo.

Di nuovo un grazie per la cordiale accoglienza signor Presidente del Consiglio, sono molto lieta anch’io per l’attesa e per l’imminente cena che avremo insieme al vostro Capo di Stato (Presidente della Repubblica).

DOMANDA: C’è stato un problema, una discordanza sulla tassa delle transazioni finanziarie. Come è immaginabile che all’interno dell’Europa, per esempio tra Italia e Germania, si possa trovare un identità di vedute sulla tassa di transazioni finanziarie?

RISPOSTA:

Presidente Monti:

Ho il piacere di informarla che Lei non ha un informazione perfettamente aggiornata. Le posizioni di Italia e Germania su questo tema, con l’attuale governo italiano, coincidono. Infatti nella prima riunione che ho avuto con il Cancelliere Merkel e il Presidente Sarkozy a Strasburgo poco dopo l’entrata in vigore, ho segnalato l’intenzione del governo italiano di modificare la propria posizione rispetto al passato in materia di tassazioni sulle transazioni finanziarie. La posizione italiana che ho espresso questa mattina al consiglio Ecofin di Bruxelles, dove se ne è discusso, è che possa essere opportuno in questa fase storica e finanziaria introdurre questa tassazione. Nel contempo questa tassazione può essere realistica e non discorsiva solo se viene applicata a un ampio numero di paesi, sicuramente almeno alla zona euro all’intera Unione Europea. E se sono bene informato, e credo di esserlo, la posizione tedesca non è molto diversa da questa, ma su questo si esprimerà il Cancelliere.

Cancelliere Merkel:

Si effettivamente oggi c’è stata una prima discussione sulla proposta di direttiva della Commissione del Consiglio Ecofin.Il Presidente del Consiglio mi ha potuto riferire perché ha partecipato a quella discussione e diciamo che c’è una grande necessità di discutere sui particolari sui dettagli; in proposito è stata istituita una serie di gruppi di lavoro per questo e i Ministri delle Finanze hanno detto che entro la fine di marzo vorranno giungere a una posizione congiunta. Poi ci sarà ancora una riunione informale di questi Ministri delle Finanze a fine mese, quindi si valuteranno le possibili soluzioni. Direi che sarebbe ideale se l’Unione Europea decidesse di applicare questa tassazione in modo congiunto perché altrimenti ci potrebbero essere delle distorsioni. Per esempio la Gran Bretagna ha un’ imposta di bollo che noi in Germania non abbiamo; a fine marzo si potrà valutare meglio la situazione. Comunque Mario Monti con una lettera firmata anche da altri capi di Stato ha chiesto di giungere ad una posizione condivisa, questo è un processo che è in piena evoluzione e chiaramente non potevamo ancora discuterne in modo definitivo.

DOMANDA: Buonasera, signor Cancelliere. Lei ha appena detto che abbiamo bisogno di più Europa, in un’Europa più forte tutti debbono fare i propri compiti ma ci deve essere anche una struttura politica più solida. In questi giorni il suo Ministro degli Esteri Westerwelle ha rilanciato la necessità di una unione politica europea. Accetta questa sfida, lei che è il potere trainante in Europa, intende condurre anche questa leadership? E Come? E all’interno di questa sfida che ruolo potrebbe avere il professor Monti?

Al mio Presidente, invece,una domanda che attiene all’immaginario collettivo tra Italia e Germania: tedeschi rigorosi gli italiani non altrettanto rigorosi. Questa visita è stata sospesa il mese scorso perché il Cancelliere si è trattenuto a Berlino per le dimissioni del Presidente Federale accusato di aver accettato viaggi pagati da amici imprenditori. Bene, il nostro Parlamento è pieno di parlamentari che hanno a che fare con la giustizia; ritiene che il tema della corruzione sia un argomento del Governo o no? Grazie

RISPOSTA:

Cancelliere Merkel

Ho appena detto che dobbiamo rispondere in tempi brevi ad una domanda postaci dal mondo, soprattutto durante la crisi dell’Euro: come vuole agire l’Europa? Dobbiamo agire in modo più unitario, noi dobbiamo veramente dedicarci con più attenzione a questa Europa, e lo abbiamo fatto in modo solidale nei confronti di Grecia e Portogallo ma lo possiamo fare solo nel momento in cui ognuno fa i compiti a casa. Questo significa che da una parte vogliamo e dobbiamo rafforzare le istituzioni europee allargando ed evolvendo il mercato interno, una competenza propria delle istituzioni europee; dall’altra parte ci sono anche settori come il fiscal compact dove i paesi devono coordinarsi meglio. E poi c’è il patto Euro Plus dove già sono stati tracciati alcuni di questi elementi e dove, in un futuro non lontano, possiamo lavorare più strettamente insieme. Ad esempio anche sulla questione energetica tutti hanno detto di volere l’innovazione e dedicare a questo il 3% del prodotto interno lordo; tutti si sono posti questo traguardo ma nessuno lo ha ancora raggiunto, neanche la stessa Germania. Se noi continuiamo solamente a manifestare l’intenzione di volerci impegnare ma non rispettiamo i nostri impegni non saremo credibili dinnanzi al resto del mondo. E’ inutile fare e rifare trattati, ne abbiamo discusso per troppo tempo, dobbiamo invece orientarci verso obiettivi concreti come il patto fiscale che noi avremmo voluto facesse parte dei trattati europei. I nostri obiettivi principali sono i posti di lavoro, competitività nei confronti della Cina, dell’India e nei confronti di altri paesi emergenti; soprattutto dobbiamo raggiungere e garantire il nostro coordinamento finanziario e non dobbiamo correre il rischio, a causa dei nostri indebitamenti, di diventare oggetto di speculazione da parte dei mercati finanziari. E’ questo il nostro obiettivo e dell‘Europa. Certamente dobbiamo discutere di questo con i nostri cittadini europei e loro ci debbono legittimare democraticamente per questo.

RISPOSTA:

Presidente Monti

Dopo aver ammirato la sequenza logica con la quale ha introdotto tra la prima e la seconda parte della sua domanda il tema della corruzione, osservo quanto segue. La giustizia è una delle molte determinanti della competitività di una economia:oltre ad essere fondamentale per la vita civile, è una delle determinanti dell’attrattività o meno di un territorio agli investimenti sia esteri sia nazionali. In particolare, la Commissione Europea, l’Ocse ed altre organizzazioni, indicano spesso due dimensioni della giustizia come particolarmente rilevanti in proposito: la giustizia civile, nel senso della tempestività del suo funzionamento, della prontezza di disponibilità di uno strumento essenziale per il rispetto dei contratti e per lo svolgimento di una ordinata economia di mercato; e l‘assenza o presenza della corruzione.

Temo che la corruzione sia un fenomeno presente in molti paesi, non oso dire tutti ma quasi, in misure diverse e difficili da accertare. Secondo l’Ocse, che ha molto lavorato in questo campo, la corruzione è un fenomeno che ha non solo un profilo etico e giuridico ma anche un profilo di grave distorsione economica sia perché falsa il gioco della concorrenza nei mercati sia perché tende a comportare aggravi per i bilanci per gli enti pubblici. E’ chiaro a tutti che il motivo principale per cui questo Governo è stato istituito è quello di superare la crisi economica e rilanciare la crescita. Quindi è doveroso che si occupi, come in parte ha già fatto e intende fare, anche dei temi della giustizia, in particolare della giustizia civile.

In questo senso il tema della corruzione non può essere al di fuori dell’azione di Governo, come ha ricordato con equilibrio e serenità in una trasmissione televisiva di domenica scorsa il Presidente del Senato Schifani.Naturalmente come ogni altra proposta legislativa, un‘iniziativa o una posizione del Governo su iniziative parlamentari preesistenti in materia di corruzione non può prescindere da una esplorazione politica delle concrete possibilità che il Parlamento la approvi. E’ in questo spirito, molto pragmatico, che nell’incontro di giovedì sera a Palazzo Chigi con i responsabili dei tre principali gruppi che sostengono il Governo, questo sarà uno dei temi considerati.

DOMANDA: L’Italia ha superato la crisi,ma non le chiedo se l’Italia ha fatto i suoi compiti perché altrimenti lei verrebbe considerata come una maestra. A suo avviso, però, in quali settori c’è ancora l’esigenza di agire in Italia? Questo potrebbe riguardare soprattutto i pagamenti bilaterali interni alla zona euro, e in questo caso chiederei un parere del Presidente Monti. L’Italia si trova in un sistema di linea di credito all’interno delle banche nazionali e ha un debito di 180 miliardi di euro, e questo riguarda la Bundesbank perché al momento attuale ha dato 600 miliardi di euro ai paesi meridionali, alle loro banche. Questo argomento da voi è stato toccato? E poi vorrei chiedere al Presidente del Consiglio, esperto di cifre, come intende l’Italia rimborsare questi 180 miliardi di euro, soprattutto nei confronti della Germania, della Finlandia e dei Paesi Bassi.

RISPOSTA:

Cancelliere Merkel:

In primo luogo l’Europa. Non credo, come si dice in Italia, che abbia superato le montagne. E non credo che l’Italia abbia risolto al 100% i suoi problemi, ed è probabile che nei prossimi anni ci siano possibili nuove problematiche. Non si tratta di un processo statico, e una volta superato il primo ostacolo non possiamo riposarci. Ci troviamo in un contesto in rapida evoluzione in cui sempre più persone vogliono vivere nel benessere, quindi i paesi dell’Unione Europea devono darsi da fare; siamo in un continente che mediamente diventa più vecchio rispetto ad altri continenti mentre ci sono zone della terra dove succede il contrario. Per questi motivi dobbiamo affrontare enormi sfide. Noi abbiamo un indicatore che rispecchia chiaramente questi squilibri, lei ha parlato di Target 2, uno dei tanti indicatori che dicono che non abbiamo raggiunto il nostro traguardo di pieno equilibrio. Li ci sono due elementi molto importanti a mio avviso. Una cosa che abbiamo dimostrato chiaramente, soprattutto con la Grecia, è che noi tutti ci identifichiamo con la stabilità dell’euro; siamo assolutamente a favore della sua stabilità. In secondo luogo ognuno deve fare i compiti a casa per accrescere la propria forza economica, solo in questo modo si ristabilirà la fiducia e si risolveranno questi squilibri. Non si possono superare a comando, ma sono il risultato della stabilità economica e rappresentano oil futuro di ogni nazione europea. Insieme possiamo portare avanti delle istanze importanti, per esempio utilizzando meglio i fondi strutturali dell’Unione Europea, ed anche in questo caso ognuno deve fare i compiti a casa. Inoltre dobbiamo far diminuire la disoccupazione, dare più occupazione ai nostri giovani, continuare a ridurre il debito, rispettare il fiscal compact; solo allora gli squilibri di cui lei ha appena parlato si ridurranno e alla fine saranno raggiunti gli obiettivi. Ci stiamo lavorando, ma non possiamo dare degli ordini per raggiungere questo traguardo.

RISPOSTA:

Presidente Monti

Vorrei prima di tutto concordare pienamente con quello che ha appena detto il Cancelliere Merkel a proposito dell’Italia. Non abbiamo superato le Alpi, mi piace questa immagine, e del resto stiamo molto volentieri al di qua delle Alpi pur amando attraversarle per andare in Germania ed in altri magnifici luoghi d’Europa ma soprattutto, al di là della metafora, ha ragione il Cancelliere nel sottolineare che è una sfida continua. E io vorrei essere ancora più chiaro: l’Italia non ha superato neppure l’emergenza, siamo ancora molto impegnati per mettere al sicuro il nostro paese dal punto di vista finanziario e dal punto di vista economico.

Certamente però abbiamo arrestato quella tendenza “tettonica” in direzione sud orientale che fino a qualche mese fa stava impercettibilmente trasportando la Penisola italica verso la quella ellenica. Per fortuna abbiamo superato questa fase , ma i compiti non sono assolutamente finiti e come avrete capito dal contesto complessivo di questa nostra conferenza stampa e dalla nostra conversazione, ci sono tante case da costruire e ci sono tanti soggetti che devono fare i compiti a casa. Ma c’è una casa comune europea e il superamento dei problemi di ciascuno richiede anche il miglioramento di questa casa comune europea. Io mi permetto di restare molto freddo e equilibrato di fronte al monito: ma come farà l’Italia e altri paesi del sud a rimborsare questi debiti? Prima di tutto le ricordo che pur essendo l’Italia tra i paesi che sostengono la necessità di adeguati firewalls, l’Italia non ha ottenuto ne ha chiesto aiuti al fondo salva Stati e agli altri meccanismi.

Debbo dire che qualche volta siamo stati sollecitati ad avvalercene ma abbiamo preferito procedere con le nostre forze, pur ritenendo che sia nell’interesse generale avere adeguati firewalls. Se poi lei si riferisce, come credo si riferisca, agli interventi della Banca Centrale Europea, lei sa certamente meglio di me che una Banca Centrale che sia nel contesto nazionale o che sia nel contesto europeo ha delle operazioni di asset e di liabilities che non sono riconducibili ad una attività di prestito come se fosse un titolo pubblico che il risparmiatore acquista. In particolare respingerei garbatamente al mittente la stessa considerazione di nord e di sud. Una delle ragioni per cui ho grande ammirazione del Cancelliere Merkel è che all’inizio della crisi greca, in una intervista a quattro giornali europei simultaneamente, ha dichiarato che all’origine del problema c’era stata la grossa perdita di credibilità del Patto di stabilità e di crescita inflitta al Patto nel 2003 dalla Germania e dalla Francia con la complicità dell’Italia che allora presiedeva l’Ecofin; che hanno fatto saltare all’aria il Patto di stabilità. Gli otto anni successivi sono stati impegnati sotto la leadership tedesca, francese e di altri proprio per ricostruire ciò che era stato disfatto. Quindi credo che sia costruttivo per una visione reale dell’Europa, non individuare specifici responsabili e men che meno dislocarli lungo le latitudini. E’ un’opera complessiva, ciascuno ha dei compiti importanti da fare a casa, ci sono dei paesi più forti di altri, è importante che tutti ci impegniamo in uno spirito molto solidale e il Cancelliere ha parlato di fiscal compact e di meccanismi di solidarietà.

DOMANDA: Cancelliere Merkel, tre anni fa Fiat formulò un’offerta per Opel ma il governo tedesco all’epoca ebbe delle riserve. siccome Visto che in questi giorni l’ipostesi di una partnership produttiva tra le due grandi case automobilistiche è tornata ribalzare alla ribalta, quale sarà la posizione del Governo tedesco qualora ci sia effettivamente la possibilità di una partnership tra Fiat ed Opel? E poi, a proposito del Presidente Monti, formulo in termini più concreti la domanda a proposito del suo ruolo futuro per l’Europa, come lo vedrebbe alla Presidenza dell’Eurogruppo?

RISPOSTA:

Cancelliere Merkel

Per quanto riguarda gli sforzi in passato da parte della Fiat ed i tentativi di collaborare con la Opel, già allora era sicuramente un’offerta molto buona ci sono stati tanti contatti e colloqui. Poi bisognava ponderare la situazione, valutare quale fosse la situazione migliore . Questo è avvenuto in modo trasparente sulla base di un concetto di mercato aperto. Io sono favorevole a qualsiasi buona cooperazione tra imprese tedesche ed italiane, ci sono ottimi rapporti tra le nostre due confederazioni industriali nazionali; ora non posso apportare altri esempi altrimenti mi dite che la politica determina ancora chi debba collaborare e con chi. Comunque le imprese italiane sono benvenute in Germania come lo sono quelle tedesche in Italia, questo fa anche la forza del nostro rapporto bilaterale. Sulla seconda domanda posso dire che oggi non è stata presa nessuna decisione, e posso dire che Junker ha detto che non vuole più guidare l’Eurogruppo. I Ministri delle Finanze hanno parlato oggi solo di transazioni finanziarie, quindi non partecipo a speculazioni. Però se volete sentire qualcosa di positivo sulla cooperazione italo – tedesca allora posso dire questo: apprezzo vivamente il lavoro di Mario Draghi ed è già scontato che apprezzo quello di Mario Monti.

RISPOSTA:

Presidente Monti

Avevo l’impressione di essere stato chiamato in causa, posso rispondere? Primo, ogni riferimento alla mia persona in questa fase lo prendo come un segno di rispetto per l’Italia e per il suo Governo e mi fa piacere da questo punto di vista. Secondo, le pare che un Presidente del Consiglio italiano possa assumere anche altri compiti?