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Intervento alla Conferenza stampa sulla riforma del lavoro

4 Aprile 2012

La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita che il Ministro Fornero vi presenterà fra un attimo rappresenta, noi crediamo, un impegno di riforma in un certo senso di rilievo storico per l’Italia che porta, nella continuità, ad una svolta per quanto riguarda il mercato del lavoro.

La prospettiva di crescita caratterizza veramente ogni aspetto della riforma. E’ una riforma che intende realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione. Cioè è una riforma del mercato del lavoro per la crescita e per il lavoro, in quantità e qualità, e intende contribuire alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione. Un aspetto che ci sta particolarmente a cuore sottolineare è che la riforma permette di contrastare il dualismo del mercato del lavoro italiano favorendo l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili preservando, al contempo, la flessibilità virtuosa e limitando la precarizzazione per i giovani e per le categorie più deboli.

L’aspetto di dualismo del mercato del lavoro italiano è stato da tempo all’attenzione, come l’aspetto probabilmente più perverso, non solo da parte degli studiosi del mercato del lavoro ma, per prendere una considerazione fatta oggi dal Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi -cito una agenzia - “Draghi ha ricordato come in alcuni paesi europei esista un mercato suddiviso tra un segmento che ha tutte le protezioni e un altro formato soprattutto da giovani che vengono assunti su base molto temporanea senza alcuna protezione e che viene più colpito nella crisi”. Per questo, secondo il Presidente della BCE, è necessaria una riforma del lavoro che liberi non solo energia ma distribuisca in maniera più equa il peso della flessibilità. Questa riforma del mercato del lavoro è uno di quei casi in cui la politica economica e legislativa mira a conseguire contemporaneamente obiettivi di efficienza e obiettivi di equità.

Obiettivi di efficienza perchè con un mercato del lavoro riformato, più adatto ai tempi moderni e al quadro della grande competizione globale, le imprese e con esse i lavoratori, noi vediamo in modo coesivo le imprese e i lavoratori, potranno trovare le configurazioni più produttive, evitare che l’Italia sia sempre più emarginata nelle produzioni e negli scambi internazionali e che riservi ai propri giovani un destino sempre meno positivo. E equità perchè viene spezzata questa barriera invisibile che separa una protezione forse maggiore a volte di quella che l’economia nel suo insieme può permettersi accordata a coloro che sono inclusi nel mercato del lavoro penalizzando coloro che ne sono esclusi, che sono evidentemente i disoccupati, i giovani in cerca di prima occupazione e i deboli.

Parallelamente alla riforma del mercato del lavoro, la decisione del Governo mette anche in campo un ammodernamento e una riforma della rete di sicurezza universale, va verso una rete di sicurezza universale rendendo più efficiente, coerente ed equo, anche qui l’assetto degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive in una prospettiva di universalizzazione e di rafforzamento dell’occupabilità delle persone. In questo modo si intende affrontare i problemi chiaramente identificati e condivisi quali la scarsa attrattività degli investimenti, le rigidità del mercato e la scarsa produttività. Ecco perchè oltre che per l’efficienza e per l’equità questa la vediamo come una importante misura per la crescita.

Desidero ringraziare il Ministro Fornero per il grande impegno con cui ha prodotto, come responsabile in primis nell’ambito del Governo, questa sua seconda riforma dopo quella presentata qui in una sera invernale domenica 4 dicembre 2011, la riforma sulle pensioni. Mi fa piacere ricordare che la riforma delle pensioni introdotta in Italia oggi viene, senza discussione alcuna, in Italia, in Europa, in America, in Asia, considerata un punto di avanguardia dell’economia della società italiana e noi siamo convinti che la stessa persona, con lo stesso impegno, lavorando con lo stesso metodo, possa portare a questa altra riforma che resterà nella economia e nella società italiana. Oggi il disegno di legge al quale, lasciatemelo dire, ha veramente contribuito in modo collegiale tutto il Governo comprese alcune persone che sono qui presenti e che ringrazio molto, oggi viene trasmesso al Parlamento essendo state raggiunte all’interno del Governo quelle intese tipiche di un disegno di legge approvato “salvo intese” il 23 marzo scorso.

Voi sapete che questa riforma riflette molto una fase prolungata di ascolto. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni di tutti i soggetti e le speranze di tutti i soggetti, dei lavoratori, dei datori di lavoro, delle diverse categorie, e abbiamo poi, il Ministro e il Governo, fatto una sintesi perchè tutte le categorie in questa materia soprattutto i lavoratori e le imprese sono degne della massima attenzione, del massimo rispetto, ma il lavoro di un Governo è fatto nell’interesse generale del Paese di lungo periodo e soprattutto noi, lo sapete fin dal primo giorno, abbiamo pensato che, pur in condizioni di grave emergenza, fosse nostro dovere lavorare per i giovani italiani e per quelli che sarebbero venuti.

La flessibilità, tema che è stato molto discusso, esce da questa riforma, io credo, in modo molto equilibrato e sereno. E’ stata accresciuta, in una certa misura piuttosto rilevante, la flessibilità in uscita, tuttavia con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i Giudici del Lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell’imprenditore, del datore di lavoro, e d’altra parte siano lì a tutelare ancor più di oggi quei lavoratori che fossero oggetto, come accade, di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatorio per esempio. E si è anche cercato di combattere le forme di precarietà per quanto riguarda la flessibilità in entrata, ma il Ministro che conosce questi argomenti molto meglio, ve li illustrerà.

Io vorrei dire ancora due cose. E’ ovvio che una fase di dibattito tra le parti sociali e nel paese su questi temi così delicati, così sensibili, così radicati nella tradizione culturale di ciascuno e di ogni parte comporti anche aspetti di contrasto, di confronto tra visioni diverse ma noi crediamo di avere raggiunto un punto di equilibrio che consentirà adesso, una volta concluso l’iter parlamentare e una volta entrata in vigore questa riforma, una volta sedimentatasi questa riforma, noi pensiamo che avremo un contesto italiano molto più propizio ad uno sforzo coesivo del Paese come quello che è necessario in questo momento ancora molto difficile. Ma sopratutto in una fase in cui noi vogliamo, e vogliamo risolutamente, che l’Italia esca non solo definitivamente da una emergenza finanziaria ma esca anche da una fase prolungata di dieci dodici anni in cui senza ragione l’Italia è cresciuta a una velocità che è la metà di quella di crescita dei paesi dell’Eurozona. Non possiamo inerzialmente considerare questo lo stato di cose normale per l’Italia.

Dobbiamo assolutamente muoverci, aspirare ad una velocità di crescita maggiore tale da soddisfare le esigenze dei nostri giovani, tale da consentire che l’Italia venga vista come un luogo pregiato di iniserimento delle attività produttive e non come un luogo poco considerato. Nessuna singola riforma da sola può dare la svolta ma pensiamo che l’insieme di ciò che abbiamo introdotto in questi mesi, dal consolidamento del bilancio pubblico, alla riforma delle pensioni, alle liberalizzazioni, alla valorizzazione delle infrastrutture, le semplificazioni, ora la riforma del lavoro, pensiamo che tutto questo sia un pacchetto piuttosto importante per rilanciare l’Italia su basi stabili. In una riunione avvenuta ieri ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto, e anche delle linee dettagliate su alcuni aspetti sensibili del progetto da parte dei leader politici che sostengono il Governo, e adesso guardiamo con molto rispetto e con molta speranza all’iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito.