19 Aprile 2012
Presidente Monti
Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio di Stato, signori Consiglieri di Stato, autorità, signore e signori , con vivo compiacimento intervengo alla cerimonia di insediamento del Presidente del Consiglio di Stato Giancarlo Coraggio.
È in corso nel nostro ordinamento un profondo processo di cambiamento del Diritto Amministrativo, processo che riflette l’esigenza di una nuova impostazione dei rapporti tra poteri pubblici e cittadini. Tali rapporti che un tempo vedevano la Pubblica Amministrazione in una posizione di supremazia, tendono oggi verso un progressivo riequilibrio frutto di una nuova concezione delle finalità del potere pubblico, come un servizio che il singolo ha diritto di esigere in occasione delle diverse fasi di svolgimento della sua personalità.
Gli indici rilevatori di questo cambiamento risiedono in quegli istituti di recente affermazione diretti ad incrementare i livelli di trasparenza e tutela per i privati che entrano in contatto con gli uffici pubblici. Ed è anche il presupposto per l’esercizio di un controllo diffuso sull’operato e sull’organizzazione della Pubblica Amministrazione funzionale a consentire l’attivazione di una vasta gamma di tutele in sede amministrativa o giudiziale, che hanno tutte comuni finalità, incrementare livelli di efficienza degli uffici pubblici, assicurare imparzialità ed economicità dell’azione amministrativa, evitare arbitri ed improprie collusioni. Al centro di questo percorso evolutivo si colloca il cittadino con i suoi diritti, le sue posizioni giuridiche che devono essere attentamente considerate da un potere pubblico che agisca nel segno della qualità, della rapidità, dell’indipendenza e della proporzionalità. In questo contesto il Consiglio di Stato e i Tribunali Amministrativi Regionali assumono un rilievo centrale. Il Consiglio di Stato ha svolto nella sua storia più che centenaria questo suo ruolo di organo massimo di garanzia della legittimità dell’azione amministrativa con grande equilibrio, ma anche in maniera coraggiosa moderna ed evolutiva. In tali compiti da oltre quarant’anni esso è affiancato dai Tribunali Amministrativi Regionali che hanno avuto un ruolo propulsivo di grande rilievo e hanno reso la giustizia più vicina ai cittadini. Il giudice amministrativo ha colto lo spirito delle innovazioni introdotte nel nostro sistema amministrativo interpretandole con lungimiranza, affermando l’interesse legittimo dei cittadini come una posizione soggettiva piena, del tutto pari ordinata al diritto soggettivo da tutela re in forme a volte diverse ma mai meno efficaci. Ciò è avvenuto attraverso un’applicazione estensiva dei nuovi strumenti processuali previsti dal codice del processo amministrativo che ha consentito di colmare alcune lacune legislative e di assicurare ai cittadini una tutela migliore e più piena. Il giudice amministrativo ha inoltre compreso, forse prima di altri, quanto i tempi e i modi dell’azione amministrativa possano incidere sulla competitività di un Paese, di un sistema giuridico ed economico, garantendo i cittadini e le imprese nei confronti di una burocrazia che può costituire un freno allo sviluppo e alla crescita.
Il Consiglio di Stato è riuscito in particolare negli ultimi anni ad affermarsi anche quale artefice del diritto vivente. non sempre il legislatore riesce a coniugare le esigenze di chiarezza, omogeneità e certezza normativa.
I processi di produzione legislativa vedono nel nostro Paese il sovrapporsi di interventi non coordinati, confusi, ridondanti. Ciò crea incertezza, alimenta il contenzioso, scoraggia l’intrapresa. E questo è veramente un forte fattore di competitività in senso positivo o in senso negativo. In questo scenario il Consiglio di Stato ha svolto con sempre maggiore determinazione un ruolo di sintesi, di una disciplina multilivello, da quello internazionale a quello locale. Di identificazione della regola da applicare al caso concreto, di semplificatore di un ordinamento ormai troppo complesso accrescendo così la certezza del diritto e le garanzie del cittadino nei confronti del potere pubblico. E’ un servizio che diventa cruciale per una giustizia efficace che sia resa non solo con la qualità delle singole pronunzie ma anche con indirizzi giurisprudenziali chiari, univoci, autorevoli. Ciò consente al Paese di avere un garante della prevedibilità della azione amministrativa. A questi fini vorrei richiamare anche le funzioni consultive che la Costituzione ha posto equiparandole a quelle giurisdizionali in capo al Consiglio di Stato con il fine di realizzare la giustizia nell’Amministrazione nell’ambito del quadro tracciato dagli articoli 100, 103 e 113.
Un’attività consultiva coerente con quel ruolo di ricostruzione delle regole che il Consiglio di Stato ha sempre svolto con grande saggezza da esercitare nell’interesse pubblico e non nell’interesse della pubblica amministrazione, la cui qualità ci fa riflettere sulla sua possibile estensione quanto alla possibilità di accesso anche a soggetti qualificati diversi dalle pubbliche amministrazioni. Là dove le risorse finanziarie lo consentiranno il servizio di interlocuzione potrebbe servire a rendere più chiari i presupposti, le condizioni e le modalità di espletamento dell’azione amministrativa.
In conclusione, signor Presidente, nel giorno in cui Lei assume il prestigioso incarico di Presidente del Consiglio di Stato Le manifesto la mia profonda convinzione che questa suprema Magistratura e l’intera giustizia amministrativa sapranno mantenere fede al loro statuto di indipendenza e affrontare con determinazione e lungimiranza le nuove sfide necessarie per assecondare e promuovere quei processi di riforma che sopratutto in questo momento il nostro Paese esige. Sono certo che onorando la propria tradizione e la propria storia il Consiglio di Stato saprà contribuire all’evoluzione delle regole e dei rapporti tra poteri e cittadini nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza, economicità e imparzialità dell’azione pubblica a garanzia di quel necessario equilibrio tra autorità e libertà che deve contraddistinguere il rapporto pubblico–privato. Rivolgo quindi a Lei signor Presidente e a tutti i signori Consiglieri di Stato i sensi della mia più profonda considerazione e gratitudine per l’azione da Voi svolta di cui beneficia in modo diretto anche il Governo da me presieduto grazie ai Presidenti di Sezione Catricalà e Patroni Griffi e al Consigliere Malaschini. Grazie ancora e auguri affinché proseguiate nel vostro proficuo lavoro.