12 Ottobre 2012
Carissimi ospiti di tutto il mondo,
Illustre segretario generale del Bie,
Signori commissari,
Autorità,
Cittadini di Milano,
Sono lieto di partecipare a questo incontro che riunisce i delegati per l'Esposizione universale di Milano giunti dai 104 paesi che hanno già aderito e così espresso la loro fiducia all'Expo del 2015. Vi ringrazio per questa decisione, anche a nome di tutto il Paese. E mi rivolgo ai tanti invitati di paesi che stanno per aderire o che hanno approfondito con noi il tema, cruciale, del futuro alimentare del mondo, della nutrizione, del cibo, dell'energia, della vita e del futuro dell'umanità e del suo ambiente, tema che è al centro dell’Expo.
Credetemi, l'Italia merita fiducia. Lo sa bene chi di voi é stato ai Giochi Olimpici invernali di Torino 2006. Ma se andiamo indietro con la memoria, non dimentichiamo il successo dell'Expo internazionale del 1961, delle Olimpiadi del 1960, perfino dell'Expo internazionale del 1911. Anche oggi, come allora, l'Italia e il suo Governo, le sue istituzioni territoriali, i suoi cittadini, le sue imprese, si stanno impegnando con capacità organizzativa e creatività per il successo dell’ evento puntando sulla serietà dei contenuti, sull'incontro delle civiltà, sullo scambio dei singoli e dei gruppi sociali, sui problemi nostri e dei nostri figli, avendo a cuore il principio cardine del tema dell'Expo che, in fondo, è quello di non sprecare.
Gli ultimi e attendibili dati sullo spreco di prodotti alimentari in Italia sono stati appena pubblicati in una ricerca del Politecnico di Milano condotta dai professori Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego.
Lo spreco di cibo in Italia, nell'intera filiera agro-alimentare, è pari a 5,5 milioni di tonnellate all'anno, il 16 per cento dei consumi complessivi. E' da tenere presente anche un altro dato importante: il 32 per cento dei prodotti alimentari sprecati finiscono nelle discariche con un evidente danno ambientale.
Non sprecare-cibo è un obiettivo che va perseguito con determinazione. Non sprecare il cibo significa non sprecare il territorio che lo produce. Non sprecare le risorse naturali, l'acqua prima di tutto. Non sprecare il capitale umano, le speranze stesse degli uomini e delle donne che vivono in aree di sofferenza, ristrettezza, denutrizione. Non sprecare é un principio etico che accomuna ricchi e poveri. Che ci servirà nei decenni, perché ci aiuterà ad imparare ad alimentarci correttamente, ad adottare stili di vita utili socialmente, a promuovere le nostre identità basate sul cibo, ma anche ad aprirci allo scambio con gli altri paesi.
Utilizzeremo questi 931 giorni che mancano all'inaugurazione dell'Expo per allargare ulteriormente il numero dei Paesi aderenti, per cooperare attivamente, sui contenuti e sugli aspetti organizzativi, con i Paesi che hanno già aderito, per fare ogni sforzo affinché il territorio colga questa occasione per aumentare la sua accessibilità: tanto fisica, per tutti coloro – e ci auguriamo che siano in tanti – che sceglieranno di visitare l'Expo e Milano, quanto digitale.
L’Italia attuerà politiche per mettere a frutto l’esperienza dell'Expo come occasione per ripensare il sistema economico attorno alla filiera agro-alimentare, per rilanciare la rete e le metodologie della ristorazione. Lanceremo anche per una serie di campagne di comunicazione sulla sicurezza alimentare, ma anche sugli stili di vita, soprattutto per i giovani.
Partiremo dalla scuola. Tra circa un mese verranno pubblicati dal Ministro Profumo i bandi di concorso per coinvolgere i primi 7.000 istituti scolastici in progetti sulla corretta alimentazione e la salute. In tre anni, milioni di studenti verranno coinvolti, facendoli partecipare alla elaborazione stessa dei contenuti dell'Expo.
Le Istituzioni della Repubblica accompagneranno l'opera dei commissari con tutto il sostegno necessario. Faremo anche di più. Penso che l'Expo sia una eccezionale occasione per agganciare la ripresa dell'economia che verrà, ne sono certo. Per questo nel documento strategico di governo di accompagnamento all'Expo sono indicate le politiche che, coerentemente al programma di Governo, promuoveranno i cambiamenti preconizzati dall’Expo.
Faccio qualche esempio. Il Ministro per le Politiche Agricole, Catania, ha appena portato all'approvazione del Consiglio dei Ministri un disegno di legge volto a salvaguardare la destinazione agricola dei suoli, a tutelare la vocazione naturalistica del territorio, e fermare la cementificazione del nostro magnifico paesaggio e fermare la distruzione di terreni agricoli. Tale legge ha inoltre l’obiettivo di promuovere l’attività agricola che si svolge (o si potrebbe) svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio. Il mantenimento dell’attività agricola infatti consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di dissesti idrogeologici.
Inoltre, con il Ministero dell'Istruzione, vogliamo aggiornare e rendere piú moderni e internazionali i percorsi di studio degli istituti alberghieri, agrari e tecnici legati ai mestieri del cibo. Anzi penso che il vero lascito, immateriale, dell'Expo di Milano, dovrebbe in fondo essere una grande scuola, aperta a studenti stranieri, dedicata ai temi dell'Expo.
Ho condiviso il documento strategico sui temi dell'Expo che presto invieremo ai paesi partecipanti. E' un documento di grande, respiro che ci riporta ai grandi temi dell'agenda del Millennio, di Rio, di Europa 2020.
Tutti dobbiamo alzare lo sguardo oltre il breve raggio a cui spesso la politica si restringe e guardare alle evoluzioni di decenni. E vedremo una popolazione che vive di piú, che vive meglio, ma dove le ineguaglianze non si riducono, gli squilibri e gli sprechi si accrescono. Cresce la speranza di vita. Un italiano del 1830 poteva contare su una speranza di vita di 30 anni! Oggi il nostro popolo è tra i più longevi del mondo, ma crescono le malattie connesse all'obesità e alla sedentarietà e le aree di nuova marginalità.
L'Italia con i suoi 301338 chilometri quadrati e i suoi 60 milioni di abitanti e l'area del mondo più densamente attraversata da tradizioni alimentari e da una peculiare biodiversità di cibi, metodi e strumenti di produzione, tradizioni e varietà di cibi.
Questa incredibile varietà é diventata "italiana" nello scambio con altri popoli. É lo scambio l'elemento di caratterizza la nostra cucina che si é formata lentamente in un flusso di aggregazione e assorbimento di prodotti e tradizioni giunte da terre lontane nei nostri porti, nelle nostre città. Scambio tra popoli diversi, quindi. Pensate alla pasta, alle sue 400 varietà: se la lasagna era già prodotta dagli antichi romani, furono gli arabi di Sicilia a inventare la pasta secca, per le esigenze di trasporto con le navi. La Pasta era condita anticamente con burro e parmigiano, formaggio stagionato prodotto da oltre mille anni. Ma solo in pieno Ottocento si inventa, traendola dalla Spagna, l'idea di condirla con il pomodoro, fino ad allora pianta decorativa. E solo gli emigranti italiani negli Stati Uniti aggiungono la carne. Sono i governanti austriaci della Lombardia a convincere i contadini della pianura padana a coltivare mais, patate, e anche il riso, per affrontare le terribili carestie del Settecento, sette carestie che devastarono il continente europeo.
Scambio di popoli e scambio di gruppi sociali. La cucina italiana nasce fin da subito come cucina che mischia alimenti ricchi e poveri, nobili e villani. Conosciamo abbastanza la nostra storia. Forse si é persa memoria del fatto che l'Italia del Rinascimento porta in Europa l'uso di ortaggi e verdure.
Raccontarci in modo attraente e didattico, tutto ciò sarà il compito appassionante di Diana Bracco, nominata dal Governo Commissario per il padiglione Italia.
Ho avuto qualche anticipazione sui lavori preparatori degli organizzatori e ho visto nascere una vera e propria camera delle meraviglie, una macchina scenica, un archivio della memoria di cibi, oggetti, prodotti della terra, animali, tavole imbandite e focolari. Credo che per voi sarà esperienza indimenticabile cooperare a questa avventura.
La società creata da Stato ed enti territoriali per l'Expo ha la fiducia del Governo e tutto il suo supporto. Il lavoro sarà fatto bene e in tempo. Mi ha fatto molto piacere la valutazione di Vicente Loscertales sull'impulso dato negli ultimi mesi per chiudere la fase preparatoria ed entrare nel vivo del cammino che si conduce al 2015. Continueremo con questo ritmo, settimana per settimana.
Concludo tornando sul tema, Nutrire il pianeta. Energia per la vita.
Queste quattro parole ci trasmettono un messaggio forte sulla responsabilità personale, sociale, politica di ognuno di noi per il futuro del Pianeta, attraverso una riflessione sull’alimentazione, il gesto più naturale che accompagna la nostra vita.
L’Expo si candida a diventare il più grande progetto di passaggio dall’epoca dello sviluppo industriale a quella di un nuovo sviluppo sostenibile centrato sulla valorizzazione delle risorse del territorio e del paesaggio. Uno sviluppo capace di coniugare tradizione e innovazione .
Mi piace immaginare l’Expo 2015 come una grande Agorà, termine tradotto usualmente con la parola “piazza”, deriva dal verbo greco “agheiro” che significa letteralmente radunarsi, raccogliersi, con un chiaro riferimento agli individui più che ai luoghi.
Expo 2015 è una grande opportunità di riprogettare il Paese e per questo necessita di un ruolo forte, di coordinamento del governo, perché interessa e può rappresentare un asset importante di sviluppo dell’economia italiana per i prossimi anni.
Non si deve vedere l’Expo solo come un grande evento ma come ad un grande progetto sistemico che deve vedere fianco a fianco Governo, Istituzioni locali come la Regione Lombardia, il Comune e la Provincia di Milano, ma anche tutte le altre regioni italiane e il sistema delle imprese.
Ringrazio, nell’occasione, Regione, Provincia e Comune per lo sforzo profuso.
Sono certo che tutti insieme costruiremo un evento significativo per Milano, L’Italia, per il mondo.