15 Gennaio 2013
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ALL’ISTITUTO ITALO-LATINO AMERICANO
(Fa fede il discorso pronunciato)
Signor Presidente Amb. Vallejo (Ecuador),
Signora Vice Presidente Amb. Baiardi (Paraguay),
Signor Vice Presidente, Amb. Ruiz-Cabanias (Messico)
Signora Vice Presidente e Sottosegretario Dassù,
Signor Segretario Generale Amb. Valensise,
Signor Segretario Generale dell’IILA, Amb. Malfatti,
Signori Ambasciatori e Delegati,
Signore e Signori,
E’ per me un grande piacere visitare oggi la sede dell’Istituto Italo-Latino Americano. Mettere in agenda una occasione di riflessione e di confronto sul rapporto tra Italia e America Latina può sembrare una scelta originale in un momento in cui prevale il confronto politico nazionale in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano, e vista la mia decisione di essere presente in questo contesto. Proprio questo impegno politico tuttavia non mi consentirà di partecipare al Vertice UE-CELAC che si terrà il 26 e 27 gennaio a Santiago del Cile, alla cui preparazione abbiamo lavorato intensamente e dove l’Italia sarà rappresentata in modo eccellente dal Sottosegretario Marta Dassù, anche come persona che da molto tempo si è distinta per grande competenza e ruolo nelle relazione internazionali.
Ho voluto perciò, con la mia presenza qui oggi, confermare, l’attenzione con cui il Governo italiano segue da sempre le vicende del Continente latinoamericano e dei singoli Paesi che lo compongono. E’ una attenzione che ha radici nel passato ma che guarda saldamente alle prospettive future. L’Italia è legata ai Paesi dell’America Latina da vincoli di amicizia e storia comune, alimentati dalla presenza di collettività estese ed operose sia latinoamericane in Italia che di origine italiana nei vostri Paesi. Vi sono oggi oltre un milione e mezzo di cittadini iscritti all’anagrafe degli Italiani all’estero che vivono in America Latina, un numero quasi equivalente al numero degli Italiani sparsi all’interno dell’Unione europea. Vi sono forti ed intensi legami di cooperazione e di interscambio economico tra i nostri Paesi. Siamo interlocutori e alleati naturali. Esiste un potenziale molto grande di approfondimento di questa relazione, dal punto di vista politico, commerciale e culturale. Ne posso aggiungere due note personale. Prima per quando riguarda quello che ha riferito il Sig.re Presidente (ambasciatore dell’Ecuador) sul flusso di italiani nella direzione dell’America Latina e dopo l’inverso. La famiglia del mio nonno è emigrata in Argentina verso la fine del XIX secolo e mio padre è nato lí. Secondo, per molti anni sono stato rettore dell’università della Bocconi e uno degli istituti di ricerca (negli anni sessanta o settanta) era un istituto di studi sull’America Latina.
Approfondire questo potenziale è la missione che l’Istituto Italo Latino Americano svolge ormai da quasi cinquant’anni, all’insegna dell’amicizia e della condivisione di valori e interessi che esistono tra i nostri popoli. Queste caratteristiche di amicizia, di cordialità e di immediatezza nei rapporti reciproci le conoscono molto bene i nostri Capi missione in America Latina. L’Ambasciatore Valensise, che è stato a due riprese in Brasile, potrebbe darcene una testimonianza diretta e personale. Il fattore umano, nella sua più ampia accezione, e la condivisione di una cultura e di una civiltà comuni sono la base che rende le nostre relazioni così immediate, ricche ed intime.
Signori Delegati,
l’America Latina si è guadagnata oggi un ruolo centrale e attivo sulla scena internazionale, che desta rispetto, ammirazione e anche una punta di invidia. Ha guadagnato questo ruolo grazie ai progressi compiuti nel consolidamento della democrazia e per la crescente attenzione con cui i vostri Paesi seguono i temi sociali e la tutela delle minoranze indigene, in un contesto che conferisce priorità alla riscoperta di antiche culture e tradizioni. I Paesi dell’America Latina hanno saputo, pur seguendo strade diverse, costruire un modello di sviluppo originale che punta a coniugare crescita economica e giustizia sociale, modernizzazione e sostenibilità ambientale.
Se l’Europa sta uscendo con lentezza dalla crisi economica e finanziaria e cerca nuove strade per la crescita, essa guarda con ammirazione e veramente con uno spirito di emulazione ai tassi di crescita che il Continente Latino americano registra da un decennio e che hanno consentito ai vostri Governi di far uscire dalla povertà più di cinquanta milioni di persone. Impressiona, nei contatti con i nostri interlocutori il senso di ottimismo, di ritrovata fiducia con cui l’America Latina guarda al proprio futuro.
Tutto questo fa dell’America Latina una realtà oggetto di molte attenzioni, a cui guardano con rinnovato interesse gli Stati Uniti del Presidente Obama ma anche le economie emergenti del continente Asiatico, in primo luogo la Cina. Credo però con convinzione che il rapporto tra l’Unione europea e il continente latino americano sia quello che ha le fondamenta più profonde e le prospettive migliori di sviluppo, con benefici reciproci. Europa e America Latina sono partner naturali ed hanno una interdipendenza economica che si basa su una complementarità reale delle esigenze e delle caratteristiche economiche. L’Europa offre anche un modello di regionalismo aperto e di cooperazione tra Stati che rimangono sovrani che costituisce un riferimento importante per il futuro dell’America Latina.
[….]
Per questo la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi, la CELAC, costituisce un’esperienza molto interessante, come voce unitaria di tutto il continente e primo Foro politico pan-latinoamericano.
Il prossimo Vertice UE-CELAC, è quindi un appuntamento importante per riaffermare l’importanza dell’asse tra Europa e America Latina, come rapporto tra eguali, tra “soci” che condividono valori e aspirazioni e che sono consapevoli della forza della loro interdipendenza.
In campo economico e commerciale possiamo affermare con soddisfazione che nel passato decennio abbiamo realizzato passi in avanti molto significativi con la firma di alcuni accordi chiave: mi riferisco in particolare all’Accordo Multipartito che l’Unione Europea ha sottoscritto con Colombia e Perù e a quello di Associazione firmato con i Paesi del Centro America. Due accordi che aprono i rispettivi mercati a nuove categorie di merci e servizi e attendono solo di essere completati con l’Accordo di Associazione tra UE e Mercosur, negoziato difficile e complesso. Se si riuscirà a portarlo a termine, potremo costituire il maggiore spazio di libero commercio su scala globale: un grande mercato di 750 milioni di persone.
Questo è ancora più importante in un momento in cui vediamo convivere diverse impostazioni sul tema del libero commercio e dell’apertura economica, e in cui vediamo anche il risorgere di tentazioni di protezionismo commerciale. Perciò salutiamo con piacere la priorità assegnata nell’agenda del prossimo Vertice di Santiago al tema del commercio e degli investimenti anche nella prospettiva di un partenariato che sia maggiormente basato sull’esigenza di garantire uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente e di alto profilo tecnologico.
Il Governo e il Ministero degli Esteri (che ha contribuito alla definizione degli indirizzi contemplati nella bozza di Dichiarazione Finale di Santiago) sono consapevoli di quello che vi aspettate da noi e quali sono i nuovi termini per una cooperazione paritaria ed efficace.
Come sapete i settori di prioritario interesse in vista del rafforzamento del partneriato UE-CELAC sono, in estrema sintesi, quelli dei diritti umani, la lotta al crimine organizzato transnazionale e, sul piano economico, gli investimenti, il trasferimento di tecnologie e la cooperazione tra Piccole e Medie Imprese.
L’Unione Europea é determinata a valorizzare quanto sinora raggiunto in America Latina: l’UE rappresenta il più importante blocco commerciale e il maggiore investitore diretto nei Paesi latinoamericani e il più generoso donatore di aiuti allo sviluppo.
L’America Latina possiede, d’altra parte, immense risorse naturali: basti solo pensare che quasi la metà della produzione mondiale di soia, rame, argento proviene dal Continente latinoamericano, cui bisogna aggiungere la disponibilità di ingentissime riserve di idrocarburi, litio, acqua dolce e riserve forestali.
La complementarietà delle nostre economie favorisce, pertanto, quasi naturalmente l’alleanza dei nostri interessi. L’Italia, con i suoi “giacimenti culturali”, le eccellenze tecnologiche e la riconosciuta capacità produttiva di milioni di piccole, medie e grandi imprese vuole contribuire a sostenere la crescita in America Latina.
In questo contesto si inserisce anche il ruolo e l’azione dell’IILA, anche con riferimento alla formazione del capitale umano, vero motore del progresso. l’Istituto rappresenta uno strumento operativo essenziale di collaborazione a livello bilaterale e multilaterale ed è un foro cruciale di dialogo con i Paesi latinoamericani e caraibici.
È per tale motivo che abbiamo immaginato di dare all’IILA un ruolo più attivo nel Meccanismo di Conferenze Italia – America Latina e Caraibi, strumento principe a scadenza bi-annuale che regola i rapporti dell’Italia con tale Continente.
Non solo. Trovo che l’idea proposta dal Sottosegretario Dassù di costituire un Advisory Board a supporto dell’IILA, con l’obiettivo di riunire studiosi ed esperti di questioni latinoamericane in una sorta di think tank specializzato nell’analisi, sia pienamente condivisibile. Su questo, come su altri fondamentali progetti, dovremo continuare a lavorare assieme nell’IILA.
Signori Delegati,
desidero, in conclusione, formulare i migliori auguri di successo a tutti voi per l’importante ruolo diplomatico che svolgete in Italia: sono certo che con la vostra azione contribuirete a far crescere ancora di più di livello e di intensità le relazioni che così profondamente, e da così tanto tempo, uniscono i nostri Paesi.
Grazie a voi tutti.