Notizia
Contenzioso europeo: attesa la pubblicazione di tre nuove sentenze
contro l'Italia
27/11/2009
Si attende per il prossimo 1° dicembre la pubblicazione delle sentenze
adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti
dell’Italia per i seguenti casi:
G.N. ed altri (ricorso n. 43134/05).
I ricorrenti, affetti da una malattia
ereditaria (talassemia), hanno contratto il virus dell'immunodeficienza
umana (HIV) o dell'epatite C, a seguito di trasfusioni
di sangue effettuate dal servizio sanitario nazionale.
Ritengono che vi sia stata una violazione dell'articolo 2 della Convenzione
europea (diritto alla vita) per il fatto che il servizio sanitario avrebbe
omesso di effettuare i controlli necessari. Inoltre, richiamano gli
articoli 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e 3
(divieto di trattamenti disumani o degradanti), per le sofferenze psicologiche
procurate dal contagio.
L’eccessiva durata delle procedure nazionali avrebbe inoltre
violato l'articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo entro un
termine ragionevole),
Infine, i ricorrenti sostengono di aver subito un trattamento discriminatorio
rispetto ad altri gruppi di malati, con conseguente violazione
dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) in combinato disposto
con gli articoli 2, 3 e 8.
HOKIC
E HRUSTIC (ricorso n. 3449/05)
I ricorrenti, una coppia di cittadini della Bosnia-Erzegovina di origine
rom, al momento dell’introduzione del ricorso vivevano con i loro
bambini in un campo nomadi a Roma. Contestano la violazione dell’art.5 § 1
(diritto alla libertà e alla sicurezza) per la detenzione subita
in vista dell’esecuzione di provvedimenti di esecuzione già annullati.
STOLDER (ricorso n. 24418/03)
Il ricorrente, dopo il suo arresto nel 1992, tra l’altro, per
associazione a delinquere, è stato detenuto in diverse carceri
italiane. Invocando gli articoli 3 (divieto di trattamenti inumani o
degradanti) ed 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare),
contesta di essere stato sottoposto a un regime di detenzione speciale,
che comporta, tra l'altro, restrizioni alle visite e alle comunicazioni.